100 Brani di Rap Italiano da Ascoltare Prima della Fine del Mondo, Pt. 3 👊 🇮🇹

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Avanti con il countdown, ne abbiamo scelti solo 10 e tra legami storici diretti o indiretti, amicizie e collaborazioni, sovrapposte dal rigore giornalistico che mi impongo in contrasto con lo spirito selvaggio dello scrittore su break beat che dorme dentro di me come un drago nella grotta dei nani, diventa sempre più dura scegliere. Ma l’astronave dovrà partire con o senza di me, quindi rimango sul pezzo, scrivo e condivido.

Inizio dal più recente come consuetudine.

Nel 2015 è uscito un bel progetto che si chiama Pedigree, dove l’amico DJ Lato ha prodotto rarità per l’amico ESA aka El Presidente e dove tra esercizi di stile e ritorno alle origini un mio coetaneo ha dimostrato la bellezza del fare Rap con il sorriso stampato in faccia. Francesco ha attraversato le generazioni con quel sorriso, contribuendo non poco all’approdo nel mainstream del nostro genere. Il pezzo che ho scelto è MARLON BRANDO,  forse non tra i più significativi della sua carriera, ma racchiude i bei ricordi di tante jam che abbiamo condiviso nei 90, dove l’interdisciplina delle 4 arti della doppia H era sempre chiara e nitida, ecco perché apro il pezzo con un brano recente di un veterano.

Scorrendo i suoi video sul tubo mi sono accorto di quanto cazzo sia stato attivo ESA in tutti questi anni, sempre messosi in gioco dalle sfide in free style a qualsiasi produzione seria che gli si fosse proposta, sono sereno nella scelta perchè so che non sarà l’unico pezzo che mi porterò sull’astronave, conscio anche di tutta la produzione OTR alle sue spalle.

Da Varese (poi Milano) passiamo a Roma, anno 2010

Amo l’hardcore da quando ho iniziato a scrivere in rima e ancora prima da quando ascoltavo Public Enemy e Onyx prima e GraveDiggaz e Wu Tang poi. In Italia più che ascoltare e seguire, o prendere spunto, direi che ho condiviso la fotta.  Questo artista rappresenta una sorta di ponte tra l’hardcore italiano tra vecchia e nuova scuola, Noyz Narcos è esploso quando già avevo decisamente diminuito la mia frequentazione di concerti altrui, ma ricordo questo gruppo di writerz romani selvaggi e simpaticissimi che facevano anche rap a tempo perso, tra cui alcuni si sono distinti fino a diventare cazzutissimi. Nel link sul suo nome troverete (per chi non conoscesse già l’artista) il suo percorso. Zoo De Roma va messo tra i 100 perché ha una storia in sottofondo che conferma quello che i Colle hanno seminato, trasuda sincerità quando dice “ragazzino non seguire la mia strada” e sta frase da sola è degna di rispetto, perchè l’hip hop è testimonianza di strada, da non confondere con istigazione a delinquere o ancora peggio, atteggiamento di strada fine a sè stesso.

Ora scendiamo (o saliamo) a Napoli, perchè nella scelta dei brani ascolto il cuore, l’orecchio e do un occhio anche alla cartina perché mi piace la bio-diversità e le sfaccettature degli accenti differenti che compongono il mosaico del Rap Italiano, gli stili ed il gusto si sposano nella capitale del regno delle due sicilie, da cui traggo origine di famiglia.

‘Nto e Lucariello formano il duo dei Co’Sang e nel 2006 deflagrano questa bomba (solo un frammento di un bellissimo album) … ascoltate Int’ o Rione.

Grazie alle mie radici capisco un buon 75% delle liriche e questo mi aiuta parecchio, ma nonostante ciò, leggendo recensioni e commenti, sento che lo stile viene apprezzato anche all’estero e riconosciuto, secondo me poi, il napoletano  ha la stessa potenza di uno slang newyorkese, ma con una varietà di suoni pressoché infinita. A bordo!

Indietro nel tempo, dentro nel tempio. Questo pezzo e questo album, scolpiti nella pietra come le liriche di LUGI che trasmettono sapienza, andrebbero studiate all’università oltre che raggiungere altri sistemi planetari sull’astronave.

L’album che ha fatto conoscere Fritz Da Cat dal titolo 950 andrebbe portato per intero sull’astronave, quindi vedrete che ci saranno ben più di un altro brano alla fine del conto alla rovescia.

Questo era il 1999 ed ora andiamo veramente alle origini, quando lo Zio, il Federico Fellini dell’hip hop italiano, il Giorgio Bocca del rap nostrano, il Pier Paolo Pasolini dell’avanguardia del 4/4 tricolore aka Dee Mo, poco dopo aver diffuso l’urlo della rivolta con “Stop al Panico” e poco prima aver messo lo zampino decisivo nel progetto SANGUE MISTO, sfornava un pezzo di rara intensità e sapienza (quasi troppo per l’epoca) dal titolo SFIDA IL BUIO (1992) i vecchi writers hanno tracciato fiumi di colore su queste metriche

Spezza il silenzio
Ed abbia inizio la sfida
Non chiedo di meglio
Stretta tra le dita tengo la mia vita in pugno
Nego la sconfitta, mossa decisiva
Ho scelto… e almeno questo ha senso
E penso: nell’attimo stesso in cui hai smesso
Di fingerti vivo ed hai scommesso te stesso
Il conflitto si è fatto destino ed ha il suo prezzo

[Rit.] (x2)
Sfida il Buio
Sfida, Sfida il Buio

Per la prima volta copio e incollo un testo (qui solo la prima strofa) su un pezzo di questa serie e non è un caso, perché fuori da questo pianeta non porterei solo il brano, ma Speaker Dee Mo’ tutto intero. Lui è la memoria storica della doppia H Italiana, rammentate.

 

 

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Stefano Word Serio

Rimini IT

Old School MC e testimone della golden age. L'istinto della scrittura per passione della cruda realtà

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