100 Brani di Rap Italiano da Ascoltare Prima della Fine del Mondo, Pt. 4 👊 🇮🇹

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Il declino è inevitabile, l’apocalisse era già scritta ma nell’ultimo capitolo tutte le lingue hanno esponenzialmente evoluto il linguaggio per scrivere tutta la verità senza censure. Non conosco sistema di comunicazione più diretto e schietto del Rap, quindi progetto la raccolta dei pezzi più significativi da portare fuori dal pianeta, dato che noi teste di Hip Hop vere avremo un posto nel BackUp dell’umanità.

State al gioco, la selezione con oggi chiuderà i primi 20 brani e tengo a ribadire che, oltre al mio gusto personale (manco mi passa per l’amigdala di ergermi a giudice della scena solo per aver avuto questa opportunità di esprimere il mio) i criteri di scelta saranno: la diversità, la collocazione geografica e relativi accenti e le varie fasi dell’evoluzione del rap italiano. Questi i pochi punti fermi che mi sono imposto per non rischiare di scegliere solo quei 5 o 6 album o artisti che, anche per le mie frequentazioni trascorse ed attuali e le amicizie intrecciate, ho avuto la fortuna di conoscere in prima persona.

Parto come sempre dall’uscita più attuale, molto attuale. In questo caso, il personaggio ha superato da poco i 30 anni di età, ma l’ho visto maturo già quando a meno di 20 anni si è presentato al 2 the beat (chi non sapesse cos’è vada nel link in arancione). Parlo di ENSI da Torino (Alpignano per essere più precisi) che è uscito con questo album a mio giudizio molto potente e che porto sul vascello spaziale quasi a scatola chiusa, nonostante ancora troppi si ostinino a pensare che l’artista sia fenomenale più che altro in free style e dal vivo (su questo non ha dubbi proprio nessuno) ritengo che adesso sia nella Hall Of Fame anche della discografia. Sentite un po’:

ENSI – ICONIC – 2017

Andando come al solito a ritroso passiamo al 2007, ho scelto il primo LP di questo artista avellinese, che ha fatto un percorso musicale molto importante da questo lavoro d’esordio, ha una ottima intonazione anche nei “ritornelli” già da questo brano, oggi è molto apprezzato anche come cantautore e devo dire che pure nelle metriche soddisfa le mie esigenze di vecchio brontolone, per cui nel riprodurre l’optimus del Rap italiano per l’esodo extraterrestre, almeno un brano suo me lo porto

Ghemon – La rivincita dei Buoni – 2007

Adesso andiamo indietro ai primi anni del millennio, per  parlare di un personaggio che ho conosciuto da molto vicino, dato che collaborammo per più di un paio di anni assieme a DJ Lato e DJ Rudy B. Non volendo auto celebrarmi con uno dei brani in cui compaio, tra gli LP Sindrome di Fine Millennio ed i mix tape Dinamite, ho scelto un brano del suo periodo di delirio, quello che precedette lo sfanculamento generale del MC di Senigallia ad amici e compari per spiccare il grande salto che lo ha reso celebre, molti amici in comune lo rimpiangono ancora per quello che ha sfoggiato in questo album e nei precedenti, perché in effetti Fabrizio dimostrò una certa verve nella scrittura e mi azzardo anche a dire che mi risento in alcune sue metriche, dato che l’influenza che abbiamo avuto su di lui, compresi Lugi, Inoki ed altri mc che lo accompagnarono alla prima fase di notorietà, è piuttosto evidente in questo periodo, poi giustamente Fabri ha preso la sua strada e si è dimostrato un comunicatore molto scaltro e di larghe vedute, oltre che un rapper dalla tecnica validissima. Non starò a dirvi che ha lasciato con un bel rapporto le sue vecchie amicizie e collaborazioni… ed il brano scelto…. non è casuale dato i suoi contenuti e la strada che ha fatto successivamente. Bella Fabri

Fabri Fibra – Io Non Ti Invidio – 2004

Ed ora andiamo in Aspromonte, inizio millennio, l’artista è attivo a 360 gradi anche nelle produzioni e collabora con i migliori. La sua ricerca nell’ambito del Funk anche Italiano è roba seria e lo porterà a lavorare con mostri sacri come Franco Micalizzi (quello delle colonne sonore dei film di Sergio Leone). L’album è del 2001, si intitola Salviamo il Salvabile e lo ritengo uno dei più convincenti di quel periodo. Ho scelto questo brano per come si amalgama bene il rap col funky groove.

Bando alle cianche e godiamoci la sua produzione

Turi – Microfono in Fiamme – 2001

In certi casi vorrei rovesciare la sequenza temporale dei brani, ma ho scelto questo format e lo porto avanti a muso duro, dato che il pezzo di Giovanni NEFFA Pellino è un capolavoro all’interno di un capolavoro. Spendere parole sulla produzione Hip Hop di Neffa dal periodo Isola Posse fino all’ultimo lavoro solista, risulta quasi superfluo, ma siccome auspico che a leggere fino a quaggiù in fondo siano, oltre ai coetanei ed ai trentenni, anche i ragazzi del nuovo millennio incuriositi da questo collage di storia del Rap nostrano, vi dedico ancora qualche percussione di tasti in quanto testimone di quell’epoca.

Neffa feat Deda - Guerra e Pace - 1998

Qui lo accompagna Deda Md che prosegue il cammino ideale di SXM in questa e varie altre collabo, anche se la magia del duo inizia ad affievolirsi poco a poco, questo brano racchiude messaggi a strati e tanta tecnica.

Chico Sneff si distinse per carisma e savoir faire sul palco e le sue performance erano sempre nitide, ciò che scrisse prima della “Mia Signorina” e compagnia danzante è scuola di Rap, ci vorrebbe una scialuppa di salvataggio all’interno della nave spaziale solo per ospitare il Clone di quel Neffa, che ho avuto l’onore di aprire in un paio di concerti dalle mie parti, per avere a bordo l’essenza del coniugare musica a linguaggio di strada. Avrà fatto le sue scelte e le rispetto, ma scolpito in memoria, avvolto dal fumo e dello stile, mi rimane quella immagine Indelebile del 1996.

Il conto alla rovescia continua…

Ripassate e suggerite

Pace e Fierezza!

 

 

 

 

 

 

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Stefano Word Serio

Rimini IT

Old School MC e testimone della golden age. L'istinto della scrittura per passione della cruda realtà

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