100 Brani di Rap Italiano da Ascoltare Prima della Fine del Mondo, Pt. 5 👊 🇮🇹

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20 Pezzi sono già imballati nel contenitore, il cosmo li aspetta e le nebbie del tempo li schiuderanno uno ad uno per l’eternità, con voi lettori rari di questa piccola ma preziosa porta nello spazio tempo li condivido, fate un pezzo di viaggio con me, prima che il mondo finisca e ripercorriamo la storia del Rap Italiano vista dal mio umile punto di vista; sono un ragazzo di 43 anni piuttosto particolare, quindi ho filtrato brani che mi hanno lasciato qualcosa di più di uno stupore iniziale, quindi ho selezionato NON quello che tanti altri hanno ascoltato tante volte, quindi NON faccio classifiche e NON cerco di conquistare consenso da nessuno nello scegliere quello che mi è piaciuto, di tanto in tanto capiterà di omaggiare un amico di vecchia o meno vecchia data, ma solo perché la validità del suo lavoro mi è rimasta attaccata addosso assieme all’amicizia ed il rispetto, altre volte scoprirò nella mia ricerca cose che mi sono perso per strada e che recupero smanioso.

Parto sempre dal più recente, anche se questo è uno di quegli artisti che sfida il tempo, lo gestisce a modo suo, mi ritrovo nelle sue scelte, nelle ricerche letterarie, nella consapevolezza che questo ambito, oltre ad essere un linguaggio di strada, un codice e uno stile di vita, è anche letteratura. La produzione musicale del brano è di XXX Fila nel cui studio ho trascorso in passato belle serate, l’album che lo contiene è a tutti gli effetti un’ opera letteraria in cui MURUBUTU racconta storie di vento, di donne e di cultura, non tutti sanno infatti che l’mc è un professore a pieno titolo e la varietà di vocaboli utilizzati, la dimestichezza nel produrre citazioni e la precisione espositiva, lo lascia supporre.

Murubutu – La bella creola – 2016

Passiamo ad un altro capitolo del Rap Italiano, che ciclicamente ritorna, spesso viene osteggiato perché potrebbe risultare “schierato”, “militante”, ma è una forma di espressione che racconta la politica italiana sotto forma di rime scandite a volte quasi come slogan altre come comizi, ma a mio giudizio è stata e rimane una sfaccettatura necessaria e significativa, che rimarca l’origine della lotta che ha spinto minoranze ad alzare la testa nei 5 continenti, in una versione nostrana; in questa (chiamiamola) rubrica non mi sono mai cimentato in confronti con il Rap Statunitense e raramente lo farò, ma gli Assalti del vecchio millennio erano palesemente i Public Enemy italiani che, prima come Onda Rossa Posse, fecero opere di propaganda in 4/4, spesso efficaci e con consensi rilevanti anche nei numeri (sopratutto per quanto riguarda i live)… li porto volentieri sull’arca spaziale perché raccontano storie vere e lo fanno bene, qui con Inoki ed Esa decidono di collaborare con chi ha calcato palchi a volte differenti dai loro, ma spesso simili, perché nei centri sociali l’Hip Hop italiano ha trovato tanto spazio ed opportunità; nel loro ultimo lavoro discografico dal titolo Profondo Rosso si sono dunque cimentati in rime più precise ed incisive rispetto al passato, non certo per il loro significato, quanto per la forma.

Assalti Frontali-Banditi nella sala feat Inoki Ness & Esa El Prez - 2011

Da una storica compagine romana ad un’altra, nata ai tempi delle Jam e delle Hip Hop Convention a metà anni 90, più o meno come i Colle Der Fomento, in comune con il brano precedente c’è un storia che racconta antagonismo, questa volta con eleganza, non che non ne contenga il pezzo degli Assalti intendiamoci, ma diciamo che l’artificio narrativo usato da Primo Brown e Grandi Numeri utilizzato in questo testo, accompagnato da una base di Squarta che piacerebbe a qualsiasi mc del pianeta, rendono l’ascolto molto piacevole, lasciando riflettere sulla realtà e la quotidianità, vista dal punto di vista di un agente di polizia (ovviamente in chiave sarcastica). La denuncia ai fatti di cronaca già citati dagli Assalti, Inoki ed Esa nel brano precedente è implicita e ben mirata…. A BORDO!

Cor veleno - un mestiere qualunque - 2004

Come vi avevo promesso alcuni album della storia dell’hip hop Italiano verranno scomodati più volte nel percorso che mi sono azzardato a compiere.
950 di Fritz Da Cat  forse è il primo album italiano di spessore fatto da un producer che colleziona rapper nel suo lavoro, a dispetto dei tanti MC che al contrario hanno utilizzato più produttori all’interno di un LP nell’arco della storia del nostro genere.
Il richiamo al writing è d’obbligo visto il personaggio che qui ci intrattiene con rime degne dei migliori mc dell’epoca… e non solo. Lord Bean, al secolo Luca Barcellona è uno che con una penna in mano ci sa decisamente fare, vi consiglio di entrare nel link precedente e dare un’occhiata a cosa combina oggi, attraverso il suo profilo Instagram … In passato Lords Of Vetra era la sua crew e le lettere le scolpivano sui vetri ovunque in quel di Milano… ricordi incisi nella memoria che qui vengono raccontati in sintesi, in un certo senso.

Fritz Da Cat - Street Opera Feat. Lord Bean - 1999

Concludo immergendomi nuovamente nel passato come recita la canzone inno della mia terra (la Romagna) e dedicando ad un compagno di viaggio di una vita fa, quando giravamo sui treni delle ferrovie dello stato per raggiungerci, anche solo in 10, per fare rime, ballare break dance e dipingere treni (a volte gli stessi che poi prendevamo per tornare a casa)… il tutto per raggiungere in tutto e per tutto la sensazione di condivisione che si ottiene oggi con un vetro nero (uno schermo)… anzi, concedetemi di affermare con cognizione di causa che l’abbraccio dell’incontro con un fratello di Napoli, Torino, Bologna, Milano, Bari etc… non è paragonabile con una chat, un forum o un gruppo FaceBook; scusate la digressione non necessaria, ma ripensando a Vincenzo e a tutti i personaggi che solo grazie all’Hip Hop ho avuto la fortuna di conoscere, ricevendo e dando fierezza, scappa una mezza lacrimuccia, sempre.

Per cui, bando alle ciance, ascoltatevi il brano tratto dal suo lavoro solista del 1996, spontaneo e ricco di emozioni come è lui, che ha fatto tanto per la scena napoletana ed ancora ha storie stilosissime da raccontare

Speaker Cenzou - Il Bambino Cattivo - 1996

Chiudo il pezzo come il portello dell’astronave, abbiamo raggiunto i 25 brani, siamo ad un quarto dell’opera… ringrazio gli amici che mi hanno ricordato un po’ di brani sparsi qua e la nei decenni che non potevo non portare con me nell’arca dell’alleanza che salverà la memoria della musica Hip Hop italiana.

Se siete arrivati qua in fondo vi aggiorno con un link in cui potete ascoltare/leggere/guardare gli altri 20 brani già selezionati; dalla pagina FB potete invece suggerirmi altri brani da inserire, ma vi avverto, metto su solo quelli che già mi piacciono.

Pace e Fierezza!

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Stefano Word Serio

Rimini IT

Old School MC e testimone della golden age. L'istinto della scrittura per passione della cruda realtà

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