“All Eyez On Me” La Nostra Recensione.

Please follow and like us:

Chi ha sparato a Tupac Shakur?

Per una generazione di appassionati della cultura hip-hop la questione rimane sospesa dal 1996, quando il giovane Rapper fu ucciso, a Las Vegas, ad appena 25 anni.

Il famoso caso di omicidio sembra però sia destinato a rimanere nel mistero, Benny Boom, regista del Biopic “All Eyez On me”  conosciuto per i suoi Videoclip Musicali, non ha voluto neanche provare a risolvere il caso, focalizzandosi sulla vita della star ma tuttavia tralasciando più di un particolare.

Demetrius Shipp Jr assomiglia veramente tanto a Shakur ma non possiede neanche lontanamente le movenze ed il carisma della Star.

La trama si snoda attraverso la  narrazione di una serie di interviste realizzate all’interno della struttura  “Clinton Correctional Facility” nel 1995, dove 2Pac scontò nove mesi di detenzione  per un caso di violenza sessuale, ampiamente descritto nel film.

L’impressione generale però è che Boom abbia voluto fare  il focus soprattutto sull’uomo e meno sull’artista, le vicende giudiziarie e gli scandali che hanno caratterizzato la vita di 2Pac sono il centro gravitazionale del film, occupando gran parte della pellicola ma in realtà, considerate più di due ore e 20 minuti di lungometraggio, ci si aspettava fosse dedicato più spazio alla musica e alle collaborazioni, che sono state semplicemente accennate, prive di dettagli interessanti.

Non è soltanto una sensazione, scorrendo cronologicamente attraverso l’infanzia di Shakur a New York,  negli anni da  teenager a Baltimora e Oakland, mancano molti episodi che hanno determinato la carriera del piccolo Amaru, prima di approdare alla supervisione del cavaliere nero della Death Row Records, “Marion Suge Knight” interpretato da Dominic L Santana.

Il figlio dell’ex Panthers “Afeni Shakur”, nel film interpretata da “Danai Gurira”, era arrogante, sensibile, fortemente polemico e profondamente politico, questo aspetto viene fuori nei testi che, accompagnati dalla storia, rendono chiaro che 2Pac non stesse scrivendo  semplicemente canzoni Rap, ma stava raccontando l’America di fine millennio attraverso la messa in scena della sua vita al limite, una breve ma intensissima vita condizionata dalla celebrità e ad un uso propagandistico dell’immagine pubblica.

Questo rende giustizia all’aspetto filosofico di Shakur, meno dettagliata altresì è la fase creativa, tutti sanno che il Rapper ha prodotto tantissimo, lasciando in dote molti brani inediti alla sua morte, tanto materiale da permettere alla Death Row di pubblicare svariati album postumi dell’artista, solo poco spazio è stato dedicato per descrivere l’ossessivo modus operandi e l’enorme quantità di tempo passata in studio di registrazione, bisogna sempre ricordarsi che Shakur morì giovanissimo.

Momenti chiave mancanti ne troviamo altri, il famosissimo sputo alla telecamera di un giornalista indossando la maglia di Red Wings di Detroit non è stato menzionato, pur essendo considerato  il punto di rottura che ha generato la  battaglia fra Pac e Notorius B.I.G. insieme alle dichiarazioni rilasciate in carrozzina dopo essere stato colpito da diversi colpi di arma da fuoco ai Quad Studios, di New York, momento sminuito nel film a nostro parere.

Un altra curiosità è rappresentata dalla menzione di alcuni lungometraggi ai quali Pac ha partecipato, Juice e Gridlock’d,  senza tenere conto però del  ruolo più importante che Shakur interpretò come attore fu il famoso “Lucky di Poetc Justice”,  questa mancata citazione sembra una frecciata al regista John Singleton, che era stato contattato senza successo per dirigere “All Eyez On Me” prima di Boom.

La scena in cui Pac incontra Faith Evans in un locale a Los Angeles e la saluta come se fossero amici di vecchia data è falsa, in realtà la Evans ha sempre dichiarato di aver conosciuto Shakur quella sera, presentatogli da un amico in comune.

Inoltre nel film si vede un’intervista fatta a Snoop Dog da Angie Martinez , nella quale Snoop agiterebbe le acque fra la Death Row e la Bad Boy, episodio confuso con quello riguardante Angie Martinez, che si recò a Los Angeles per intervistare Pac nel tentativo di porre fine alla guerra fra la  Est  la West Coast.

I costumi ci sono piaciuti, in alcuni casi quasi identici a quelli reali, il risultato finale però assomiglia di più ad una serie televisiva che a un Colossal, mentre i biopic sugli N.W.A. e quello sulla vita di Notorius B.I.G. hanno sicuramente una connotazione più cinematografica.

Per i fan sfegatati è comunque consigliabile, i momenti nei quali la musica spinge nell’impianto del cinema ci si gasa davvero parecchio.

Speriamo di avervi dato qualche spunto di riflessione ma anche che vi sia venuta la voglia di andare a vederlo, sarà nelle sale fino al 13 Settembre, quindi avete ancora qualche giorno, vi auguriamo una buona visione.

 

 

 

Please follow and like us:
Redazione

La redazione è composta da figure che, con passione ed esperienza, nel mondo dell'Hip Hop hanno militato e si sono contraddistinti per le loro qualità umane ed artistiche, valori fondamentali che riconosciamo in tutti gli autori che collaborano con la nostra testata.

No Comments Yet

Leave a Reply

Your email address will not be published.

Seguici su:
Visit Us On TwitterVisit Us On FacebookVisit Us On Instagram