Chi Campiona Chi pt.3 Armando ๐Ÿ‘Š ๐Ÿ‡ฎ๐Ÿ‡น

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Oggi vi propongo una nuova esplorazione del groove italiano, di un artista meno noto dei precedenti (Ennio Morricone e Lucio Dalla) ma la cui vastitร  produttiva e lo spessore non sono da meno. Ne approfitto anche per puntualizzare un aspetto: spesso associamo al protagonista delle canzoni (di solito il cantante o il rapper di turno) l’intera produzione musicale, ma rivolgendomi piรน che altro ai meno addentrati nella faccenda (gli appassionati che godono del prodotto finale) vorrei far notare che dietro ad ogni produzione, dalla piรน famosa a quelle piรน di nicchia, troviamo due o piรน mani e soprattutto menti creative, che spesso nemmeno appaiono nei titoli e nei sottotitoli… Nel caso di Armando Trovajoli perรฒ, venendo dall’epoca delle colonne sonore suonate dall’inizio alla fine, dei compositori che creavano di continuo per le prolifiche produzioni cinematografiche degli anni 60 / 70 / 80 … la paternitร  delle produzioni รจ sacrosanta ed evidente.

Partiamo dunque con un brano del 1967 dal sinistro titolo:

Ku Klux Klan Sequence tratto da "America paese di Dio"

Il compositore romano, scomparso nel 2013 qui in collaborazione con Angelo Francesco Lavagnino, ha ispirato un artista originario di Atlanta, con un passato da MC (il buon vecchio Cee Lo Green) poi passato a conquistare il vasto pubblico mondiale come Gnarls Barkley. Il pezzo che ripropone il giro di Trovajoli si intitola “The boogie monster” del 2006 dall’ album St. Elsewhere

Fa sempre piacere quando una produzione USAย che ascoltiamo impacchettata e finita con tanto di metriche serrate e convinte, contiene una struttura a cui ha contribuito un musicista del nostro belpaese… ci fa apprezzare l’universalitร  della musica ed in un certo qual modo chiude un cerchio in cui noi siamo l’anello di congiunzione.

Nel secondo caso il nostro compositore, che ha curato decine e decine di colonne sonore, anche come pianista e direttore di orchestra, cattura l’attenzione dei beat maker di oltreoceano con questo pezzo dal titolo “Masquerade”

Questo brano del 1969 fa parte della colonna sonora de “Il commissario Pepe” con Ugo Tognazzi per la regia di Ettore Scola e nel 1999 รจ stato utilizzato per il pezzo che segue, in cui Aesop Rock, Atmosphere e Eyedea snocciolano metriche sul groove rallentato del funkettone italiano

 

Poi ci sono i colleghi italiani (intendo i producer che scovano certe perle in mezzo ai vinili) e gli mc che interpretano al meglio il risultato finale, che valorizzano il made in Italy cosรฌ: originale (a 01:30 il “get down” decisivo….) tratto da un’altra pellicola che fa parte della storia italiana, del 1974 (come me …NDT)

e la derivazione:

Sapientemente valorizzato dal duo Napoletano in uno dei lavori che li ha portati alla ribalta della scena Hip Hop italiana.

Personalmente voglio rendervi partecipi, andando a svelare questi capolavori, delle emozioni intense che mi da il sentire queste sonoritร  cosรฌ cariche di ricordi e di emozioni che attraversano piรน generazioni, anche per condividere un po’ di sana nostalgia, ma soprattutto per lasciar intendere lo spessore che la musica italiana ha avuto ed avrร  nel panorama mondiale. Chiaramente voi pochi che avrete letto fino a questa riga e siete nati tra i 70 e gli 80 sapete quasi tutti cosa intendo, ma spero che tra di voi ci siano anche solo un paio degli anni 90 o addirittura dei 2000.
Il pensiero di essere istigatore di ricerche in merito mi da giร  grande soddisfazione, il consiglio รจ di provare a capire perchรจ noi anzianotti abbiamo repulsione per i beat appiattiti e privi di anima, come per l’abuso del famigerato autotune, sta scritto tra questi link ed i nostri ricordi di autostrade assolate in estate con la FIAT 127 in coda, nostro padre coi baffi ed il borsello, la mamma coi bigodini, la gita al mare con le polpette e le lasagne, la radio che passava Mina e la sera il film con Alberto Sordi o Marcello Mastroianni… il tutto farcito dall’inizio alla fine con queste musiche irriverenti e sfacciate, di un Italia piรน fiera e umile di quella che abbiamo ridotto (scusate lo sfogo) con la consapevolezza, che a guardarsi indietro a volte si vede piรน avanti.

A proposito. Armando ha scritto anche le colonne sonore de “La Ciociara” con Sofia Loren, di “Brutti Sporchi e Cattivi” con Nino Manfredi, ma anche di cult movies come ” Viulentemente mia” , “Homo eroticus” e “sessomatto” per una carriera al servizio del cinema (ma non solo) iniziata nel 1949 e terminata nel 2001.

Come non ammirarlo?

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Stefano Word Serio

Rimini IT

Old School MC e testimone della golden age. L'istinto della scrittura per passione della cruda realtร 

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