Chi Campiona Chi pt.6 MINA 👊 🇮🇹

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Parte sesta della saga, restiamo in Italia, passiamo ad omaggiare una donna, LA DONNA della musica “leggera” nostrana.

Per molti (i genitori di noi della old school) conosciuta anche come “La Tigre di Cremona”, ha contribuito a dare spessore alla musica italiana per almeno tre decenni mettendoci anche la faccia: è stata conduttrice televisiva ed ha quasi monopolizzato il piccolo schermo tra gli anni 60 e 70 (almeno così dissero i miei vecchi) … ed in seguito ha deciso di scomparire dalla scena, senza però smettere di interpretare pezzi di assoluto pregio; ovvero dal 23 Agosto 1978 ad oggi, la sua immagine pubblica è stata occultata, vale a dire che possiamo ascoltare la sua voce tramite le sue canzoni (quelle storiche e quelle più recenti) ma non possiamo vederla, si è ritirata a vita privata in quel di Lugano.
Questa “mossa” ha contribuito a renderla un’icona del mondo della musica e dello spettacolo italiano.

Ora veniamo alla musica, nel video qua sotto, uno dei brani più orecchiabili del suo repertorio, del 1959, “Tintarella di Luna” con l’arrangiamento di Tony De Vita

Ci troviamo di fronte ad uno di quei sample, non troppo comuni ma piuttosto in voga alla fine degli anni 90, in cui a ripetersi amalgamato col beat, non è un groove, un giro di basso, degli archi o un assolo di pianoforte, ma la voce della cantante. Di solito avviene durante il ritornello, magari alternato col rap canticchiato dell’mc di turno, mentre nel brano seguente JBL The Titan ha deciso di ripeterlo come un mantra durante tutto il pezzo..
…”tintintin / raggi di luna / tinitintin baciano te”… che mescolato col rap dell’italo americano e soprattutto nell’inciso, danno suggestioni (soprattutto se si pensa che l’autore vuole mandare un tributo alla terra d’origine della propria famiglia)
Feign Submission (Interlude) Vinnie Paz

Il brano è del 2012 e non è l’unico esemplare di “campione” pescato dalla musica italiana per il rapper di Philadelphia al secolo Vincenzo Luvineri di chiara origine “paesana”.

Quindi, che un Italo-Americano veicoli le sue origini tramite la voce di Mina non può che renderci fieri, mentre che a farlo siano produttori italiani per mc italiani… io lo davo quasi per scontato.
Il brano seguente è del 1960 e per trovare la voce riprodotta di Mina dobbiamo spostarci al minuto 2:42, dato che per riprodurla pulita (senza troppi strumenti in sottofondo e con un po’ di vuoto davanti e dietro che consenta anche di scratcharla in scioltezza) andava scavata la faccenda a dovere.

Il produttore di questo brano è lo stesso Kaos One, qui in coppia a sciorinare rime col collega Deda MD (una accoppiata meglio assortita nella nostra scena io non l’ho ancora trovata) dall’album “L’Attesa” del 1999

La carriera di Mina va studiata in maniera personale, se siete nati negli anni 80 o 90 avete perso quell’alone di mito che ancora nei primi anni 80 si respirava (io ne ho memoria per fortuna) chi ha avuto un “giradischi” in casa in quegli anni almeno un vinile di Mina ce lo aveva, dunque dovete “da studià”….

La lunga carriera ha visto una escalation che l’ha portata a diventare un fenomeno di costume e di emancipazione.

Sentite che livello nel prossimo brano “L’importante è finire”

Sono convinto che più di una manciata di persone che sono nate nel 1976, devono a queste sensuali melodie l’amplesso decisivo dei propri genitori, pochi anni prima di scomparire dalle scene Mina aveva raggiunto una confidenza vocale e scenica pressochè assoluta e la sua sola presenza (anche nei live mi dicono i conoscenti che erano giovani a fine ’70) scaldava l’ambiente. Della sua voce non devo essere io a parlarne, la Signora se la suonava e se la “cantava” a livello di Aretha Franklin e mostri simili, sarà per questo che anche ai producer italiani è sempre piaciuto andar a prendere in prestito dai suoi  vinili dei Get Down puramente vocali per farcire interludi e incisi con scratch o cut ben assestati.. Quel folle genio di Sandro Orru qui sotto invece ha scelto di utilizzare l’arrangiamento di Pino Presti per farcire (ginepri senza dubbio) e arricchire un suo beat di interludio ad un lavoro discografico del 1992 che (lo ammetto) mi ha convinto che scrivere rap in italiano non solo era possibile ma anche bellissimo. Parlo della RAPA DOPA che deve il concept alla vecchia e vera Scuola Milanese della “NONA” ….ma questa è un’altra storia del deep underground che vi racconterò molto più avanti se mi sarà concesso… Ma che in sostanza ha dato il via al rap italiano dei 90 che è poi stato il Plinto su cui appoggia anche quello di oggi.

Niente parole, bella atmosfera… con tutto il rispetto per lo stilosissimo e visionario rap di Gruff, ma è qui che ha dato il meglio a mio modesto parere.

Non vorrei scontentare nessuno, anche perché spero che i vecchi amici ogni tanto leggano le mie tronfie peregrinazioni nel mondo del sample, io che poi non ho mi firmato una strumentale se non partecipando alla realizzazione stappando vini o birre e incitando l’amico producer / beat maker , ma il mio contributo (oltre che alcolico) a livello di digging e suggerimenti l’ho sempre dato… quindi, adesso che avete avuto la pazienza di leggere gli oltre 800 caratteri battuti tra un link del tubo e l’altro, vi rimando alla mia fonte principale che è il sito più garnito che abbia conosciuto negli ultimi anni dove troverete significativi sample di Mina e i suoi musicisti pescati da Sottotono, DJ Shocca, Co Sang etc.

D’altro canto Mina è patrimonio universale della musica italiana… e ce la meritiamo tutta

 

 

 

 

 

 

 

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Stefano Word Serio

Rimini IT

Old School MC e testimone della golden age. L'istinto della scrittura per passione della cruda realtà

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