Dalla Strada alle Gallerie. Basquiat (1982) 👊 🇺🇸

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Oggi mi affaccio timidamente nell’universo dell’arte visiva più classica, la pittura… che si collega al mondo dell’hip hop perchè parliamo di un’artista che viene catalogato inizialmente come writer da diverse fonti, dato che divide con Keith Haring, la responsabilità ed il primato di aver portato la disciplina del writing nelle gallerie d’arte.
Parliamo di Jean Michel Basquiat di cui vi mostro il trailer del film (che mi propongo di vedere quanto prima) che nel 1996 ha raccontato la sua vita (il casting è di tutto rispetto ne comvenite?)

In realtà B. come writer (tenete conto che è deceduto nel 1988 all’età di 28 anni) era piuttosto atipico e difatti si è subito buttato nel mondo della pittura, lasciando per le strade più che altro opere fatte di testi significativi (le cosiddette scritte sui muri dai…) e si taggava SAMO*. Ma il motivo per cui ho voluto fare un focus sul pioniere NewYorkese di chiare origini francesi è un altro.
Si tratta di come una delle sue opere sia entrata nella storia appena qualche giorno fa.

Dopo una guerra di offerte durata 10 minuti giovedì sera, l’opera Untitled (1982) di Jean-Michel Basquiat è stata venduta per l’ enorme cifra di 110,5 milioni di dollari. “Adesso va nell’olimpo degli dei dell’arte”, ha dichiarato il banditore di Sotheby, Oliver Barker, in accordo con Art News. Con la vendita, ha precisato il sito NPR , il tardo Basquiat ha guadagnato il primato per “la somma più alta mai pagata” per un’opera d’arte americana all’ asta.

“Sono felice di annunciare che ho appena vinto questo capolavoro”, ha detto Yusaku Maezawa, miliardario giapponese e collezionista d’arte che ha acquisito l’opera, pubblicando su Instagram Giovedi scorso. “Quando ho visto questo dipinto, sono rimasto colpito da tanta emozione e gratitudine per il mio amore per l’arte. Voglio condividere questa esperienza con il maggior numero possibile di persone”.

Dunque tirando le somme, senza entrare nel dettaglio del perchè un’opera d’arte debba valere così tanto: per la madre di Al Diaz co-fondatore della mitica SAMO che stava per Same Old Shit *una sorta di misto tra una tag condivisa ed il nome della loro crew in pratica, “sfamerebbe una piccola nazione del terzo mondo per qualche tempo”.

Pare che uno dei motivi che hanno convinto il mecenate Nipponico a sborsare una cifra così esorbitante sia stato un dettaglio non comune presente nel retro della tela, a dispetto della profondità della carriera e dei messaggi lasciati da Basquiat con le sue opere, comprese le denunce alla società americana riguardo le difficoltà degli afroamericani ed altre minoranze etniche, che come lui hanno dovuto sputare sangue per emergere…

Si nota poco ma l’impronta delle scarpe dell’artista è visibile sotto la firma.

Quindi, amici writer, quando vi capita di lasciare dei segni involontari sulle vostre opere, che siano finite o meno, tirate dritto e pensate ai vostri eredi ed ai folli ricconi che ve li ingrasseranno tra 40 o 70 anni.

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Stefano Word Serio

Rimini IT

Old School MC e testimone della golden age. L'istinto della scrittura per passione della cruda realtà

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