HipH❤P This Game, Houston Astros, Sebastian Giovinco, Lebron James 👊 🇺🇸

Please follow and like us:

Bentornati puntuali alla rubrica che ci proietta nel mondo degli Sport USA.

Houston Astros’ Jose Altuve, center, and his teammates celebrate during a rally honoring the World Series baseball champions Friday, Nov. 3, 2017, in Houston. (Brett Coomer/Houston Chronicle via AP) 

Questa volta iniziamo con il Baseball, lo sport più complesso e ricco di aneddoti, curiosità, incroci di cifre e statistiche del panorama d’oltreoceano. Come già detto, il campionato è finito, le WORLD SERIES hanno decretato gli Houston Astros campioni del mondo…  uno dei primati del baseball è che il vincitore della Major League Baseball che racchiude le due leghe (American e National) viene considerato vincitore assoluto di ogni campionato del pianeta, dato che, nonostante le 30 squadre siano farcite di Portoricani, Domenicani, Venezuelani, Koreani, Giapponesi (che vantano un’altra lega professionistica degna del massimo rispetto) e diversi originari italiani (attualmente nessun nativo ma parecchi “eredi” di Joe DiMaggio ...) il livello è nettamente superiore al resto dei campionati ed il sogno di ogni giocatore di Baseball della Terra è quello di vestire una delle 30 casacche almeno una volta nella vita (e mantenerla a lungo, cosa ancor più difficile). Per intenderci, la creazione di un Dream Team in stile NBA per contendersi un mondiale per nazioni, nonostante siano quasi tutti cittadini USA, non è mai stato preso in considerazione; il compromesso (dal 2005) è il World Baseball Classic, torneo a cadenza quadriennale in cui viene concesso ai giocatori di MLB di vestire le casacche delle rispettive nazionali anche se sono Statunitensi da 2 o 3 generazioni, date un’occhiata all’ Albo D’oro , gli USA han vinto solo un’edizione a Marzo di quest’anno.

Come ogni settimana vi lascio un video di un MC o una Crew legate al mondo del Baseball o che comunque hanno un peso significativo nella storia di una città… e dato che di LA e NYC avrete già gli Hard Disk pieni, vi posto un altro artista di HOUSTON, che celebra la vittoria del team nato nel ’62 nella città con gli occhi allo spazio (da qui il nome Astros) che dopo anni di stenti e vittorie sfiorate ha sfogato la propria rabbia e felicità in un rush finale mozzafiato, battendo i celeberrimi New York Yankees nella finale di lega (un giorno vi parlerò della complessa ed affascinante formula del campionato) che li ha decretati Campioni dell’American League in gara 7 ed alla ancora più affascinante e drammatica serie finale contro i favoritissimi Los Angeles Dodgers (probabilmente la loro versione più forte di sempre) finita sempre in gara 7 in un Dodgers stadium pieno di VIP e Star del Cinema che si sono dovuti arrendere alla ruspante grinta del pianeta Astros e di Crush CityH city, reduce dall’uragano Harvey… quasi a chiudere un quadrato di H (Harvey, Houston, Hip Hop)

Quasi dimenticavo la quinta H, quella di History (earned Historydato che i ragazzi texani si sono guadagnati davvero la storia. Per chi volesse godere dell’essenza di questo sport e vivere anche solo in video l’ebrezza del Walk Off (*) vi basta seguire questo ultimo link che vi porterà al RECAP (riassunto) in 5 minuti delle 5 ore di gara 5 delle world series, probabilmente quella della svolta decisiva per gli Astros e a detta di molti giornalisti e appassionati, la partita più spettacolare e assurda di sempre per sequenza di punteggio e sali e scendi di emozioni da ambo le parti (fare un punto nel baseball è relativamente facile) ma mai come in questa partita si sono visti un’ammontare così intenso di “fuoricampi” e ribaltamenti della sorte della gara, culminati con la battuta valida decisiva di un giovanissimo, determinato e felicissimo Alex Bregman.

(*) azione decisiva che la sola squadra di casa può compiere, vincendo automaticamente la partita in attacco (una sorta di golden goal di calcistica memoria)

Calcio 

Mentre la nostra serie A continua il suo cammino verso il giro di boa in America, nella MLS, ci si prepara alle semifinali dei playoff in calendario per il ventidue novembre.

Le due semifinali vedranno gli scontri (andata e ritorno) tra da una parte del tabellone Toronto e Columbus Crew mentre dall’altra troviamo Seattle Sounders e Houston Dynamo.

Il Toronto di Giovinco ha guadagnato il pass eliminando i New York Redbulls; la nostra “Formica atomica” è andata a segno nel match di andata siglando la rete del due a uno e rendendo vana la marcatura dell’ex City Wright-Philips nella gara di andata.

A sfidare i canadesi ci sarà la Columbus Crew di Federico Higuain (fratello maggiore del Pipita) che grazie ad un risultato complessivo di quattro a tre mette fuori dai giochi il New York City di Patrick Vieira, tra i nomi della compagine newyorkese spuntano quello dello spagnolo David Villa e di Andrea Pirlo che conclude qui la sua carriera calcistica.

Dall’altra parte del tabellone troviamo i Seattle Sounders, dopo la gara di andata terminata a reti inviolate ci ha pensato l’ex Fulham Clint Dempsey ad eliminare i Vancouver Whitecaps grazie ad una doppietta nella seconda frazione di gioco.

Dempsey & Co. Avranno di fronte lo Houston Dynamo di Sederos fresco del trasferimento dai Rangers e vincitore ai quarti di finale contro il Portland Timbers.

Basket 

Giocatore della settimana

Questa settimana voglio parlare della partita tra Cleveland Cavaliers e New York Knicks, quest’ultimi sconfitti dopo una incredibile rimonta da -23 punti.  I Cavs arrivano da una serie di sconfitte inanellate una dopo l’altra (5 nelle ultime 7, prima di quella con i Knicks) e un ambiente non troppo sereno. Serviva la scossa del solito “Prescelto”, vero traghettatore della squadra e simbolo della città indiscusso. Ciò che ha fatto più discutere della partita al Garden è stato lo scontro, prima fisico in campo e dopo verbale, tra il turco Enes Kanter e lo stesso James. Tutto nasce da un alley-oop in campo aperto del leader dei Cavs che lo chiude in maniera provocatoria sul rookie Ntilikina e dimostrando ancora una volta la sua forza.  Il 23 amaranto, con la sua solita schiettezza e arroganza, si mette a tu per tu contro il giocatore di NY e si scatena la rissa verbale.  Poi, una foto senza mezzi termini in cui si autoproclama “King of NY”. Kanter non ci sta assolutamente e risponde per le rime, innalzando la posizione di Kristaps Porzingis come vero Re della città. “Ti fai chiamare re, regina o principessa. Non mi importa chi sei: noi combatteremo sempre”Finita qui? Macchè. Lebron, in una intervista post-gara, arriva al massimo dell’esaltazione: “Io sono il Re. Mia moglie è la Regina. Mia figlia è la principessa.” Sempre un passo avanti, il nostro caro Lebron.
Please follow and like us:
Redazione

La redazione è composta da figure che, con passione ed esperienza, nel mondo dell’Hip Hop hanno militato e si sono contraddistinti per le loro qualità umane ed artistiche, valori fondamentali che riconosciamo in tutti gli autori che collaborano con la nostra testata.

No Comments Yet

Leave a Reply

Your email address will not be published.

Seguici su:
Visit Us On TwitterVisit Us On FacebookVisit Us On Instagram