HipHop Italia, l’organizzazione che porta il Rap Italiano in UK.

Oggi voliamo fino a Londra e ci facciamo due chiacchiere con i ragazzi di Hip Hop Italia, motore della scena rap italiana a Londra.

Ciao ragazzi e benvenuti su HipHop.it, partiamo dagli inizi: come è nata l’idea di questo progetto?

Veronica: Ciao grazie mille a voi per l’interesse mostrato per quello che stiamo facendo! Allora, un paio d’anni fa ha cominciato a frullarmi per la testa l’idea di portare alcuni artisti della scena hh italiana a suonare a Londra. La cosa e nata in parte dal fatto che alcuni di questi artisti, validissimi e decisamente meritevoli di vedere la loro musica volare al di fuori dei confini del bel paese, erano anche miei amici, persone che bene e male avevo conosciuto in una vita passata principalmente tra Londra e l’Italia e sempre, per un motivo o per un altro, immersa nella scena underground di entrambi i paesi. In particolare, l’album S.U.N.S.H.I.N.E. di Rancore & DjMyke, secondo me un prodotto artisticamente importantissimo, e il rispetto per un turntablist d’eccezione come Myke e un poeta fuoriclasse come Rancore sono stati la spinta principale nel concretizzare il sogno in realtà. Dall’altra parte, c’era anche la volontà di dare agli Italiani che vivono a Londra la possibilità di godere degli show dal vivo dei loro artisti preferiti, cosa che accade normalmente per comunita come quella polacca ma che invece per noi Italiani sembrava ancora inesistente. In particolare, erano gli anni in cui in Italia l’hh esplodeva nel mainstream in maniera del tutto inedita, e mi sembrava assurdo non considerare anche questa parte della scena musicale all’altezza di varcare le frontiere. Anche il fatto di poter portare una leggenda come Noyz Narcos a Londra per la prima volta, era una tentazione troppo forte perché non diventasse realtà. Sono tutt’oggi eternamente grata a queste persone, questi artisti che si sono lanciati con noi in questa follia, e hanno permesso che si concretizzasse tutto ciò.

Vincenzo: Il tutto è nato da Veronica e noi abbiamo preso al volo il treno che passava.

Personalmente, ho sempre sognato di creare una Hip Hop Community qua a Londra, un punto di riferimento per i b-boys e le fly girls presenti sul territorio britannico. Una piattaforma reale e non solo on line dove far connettere producers e rappers, ma in futuro non remoto avere anche un movimento di writing e breaking.

Insomma, l’Hip Hop italiano a Londra c’è e ci sarà e vogliamo essere NOI il collante tra il Belpaese e il regno unito.

Nadia: Questo progetto un po’ audace di Veronica mi ha subito entusiasmata anche perché essendo un’amante dell’hip hop, vivendo a Londra da due decenni e quindi essendo un po’ lontana dalle dinamiche della scena Italiana, mi sembrava un’ottima opportunità per conoscere meglio gli artisti che ne fanno parte. Quando Veronica mi ha parlato del progetto Hip Hop Italia ho immediatamente deciso di aiutarla, senza neanche pensare troppo a se avrebbe funzionato o no. I motivi principali che mi hanno spinto ad essere parte di quest’avventura sono stati principalmente l’aiutare a creare e far parte di una realtà positiva lontana dagli eccessi di altre scene Londinesi, ed anche staccarmi qualche volta dal mio ruolo professionale che richiede molte ore di immersione in realtà virtuali e ricominciare a vivere di nuovo il mondo in cui sono cresciuta, quello in cui mi sento a mio agio. Nel giro di poco tempo mi sono trovata completamente addicted ed ora lo considero uno dei miei interessi principali.

Non è un progetto facile ma state avendo ottimi risultati: quante persone lavorano all’interno di Hip Hop Italia e come vi siete organizzati?

Veronica: Le prime serate le ho organizzate da sola, ma da subito si sono strette le alleanze che sono alla base del progetto. C’è Nadia, mia amica storica che mi ha appoggiata da subito, e e rimasta folgorata dal primissimo concerto, ha voluto diventare parte ancora piu attiva della cosa -ma bada, non gliel’ho permesso per mesi perché nel tirare su l’ossatura di Hip Hop Italia sono stata proprio Hitler, avevo le idee troppo chiare per lasciar intromettere qualcun altro ;)) ma sicuramente il suo sostegno e la sua presa bene fin da quando era solo un’idea hanno permesso tutto ciò. Ad oggi mi sono rilassata una cifra e sono ben contenta di delegare quello che posso al resto della nostra bella squadra, e Nadia si occupa soprattutto dello sviluppare business ideas ed è quella che, nel reparto finanze, più che altro cerca di mantenermi con i piedi per terra e fa in modo che la macchina continui a girare – per non parlare dei suoi mitici ganci milanesi (yo Dropsy, our man!) e il fatto che viene da Gratosoglio, Gratosoglio rulez.

C’e Olmo, dj Allmoe, che viene dall’hh ma spazia in tutto l’universo musicale, lui qui a Londra aveva lanciato le storiche Slamm Jamm al Silver Bullet, locale purtroppo ora chiuso. Ho capito da subito che sarebbe stato una parte fondamentale del progetto, avendo già tanti ganci qui in città con la scena di hh headz Italiani, e infatti così è stato. Al nostro primo open mic ci ha portato, tra gli altri, il nostro Vincenzo, in arte Cypha Killa, mc pugliese e bboy fiero come non ne fanno più, altra colonna portante della squadra che mantiene vivo il fuoco poetico che ci anima tutti. Loro due provvedono anche con i loro showcase ad aprire le serate dei grandi che portiamo qua.  Attorno a noi, una serie di persone prese strabene che in mille modi contribuiscono al successo del progetto, giovani studenti di music management, hh headz di tutti i tipi, ognuno a modo suo contribuisce, condividendo post, dando volantini spargendo la voce, aprendo serate, occasionalmente facendomi da segretaria (I luv ya Noemi <3).

Organizzare eventi richiede tempo, dedizione, lavoro e passione; deduco sia ancor più dura organizzarli a Londra; tecnicamente quali sono state le difficoltà che avete incontrato inizialmente?

Veronica: Logistica, ovviamente soldi, ma anche cercare di spargere la voce in una città multistrato come Londra, tirando fuori ad uno ad uno, in mille modi diversi, gli elementi di una scena che ancora non esisteva, e sta venendo fuori piano piano con tanto, tanto lavoro. Diciamo che quello che facciamo è pionieristico e quindi come normale in questi casi si procede a saltelli, a tentativi, trial and error. Stiamo ancora spianando la strada, oltre che immaginarla.

Avete creato un punto di ritrovo per la comunità italiana presente a Londra, è un dato di fatto e questo vi fa onore, quali saranno i prossimi passi per il futuro?

Vincenzo: Di sicuro essere una tappa fissa nei tour dei vari artisti, invitarli a presentare i loro nuovi progetti ai fans presenti sul territorio inglese.

Allo stesso tempo io ho un pensiero futuristico dove ci saranno Jams ed eventi anche senza il main artist, ma contando sulle forze di ognuno di noi, e quando dico Noi parlo della comunità hip hop che vogliamo creare, e quindi avere un riscontro solido non solo dalla massive ascoltatrice ma soprattutto da chi ha voglia di Unione ed ha passione per l’Hip Hop convogliando le proprie skills in progetti comuni.

Veronica: Ecco questa credo sia una parte fondamentale che al più presto verrà fuori, e camminera in parallelo con l’organizzazione di eventi. Creare spazi e piattaforme per quelli che vivono qui, una community di gente che ha bisogno anche di suonare, di farsi conoscere e crescere insieme. Cercare di metterci tutti insieme, di ritrovarci periodicamente, credo che questa e la nostra forza di base, non siamo promoter che vengono a Londra a predare, a lucrare. Stiamo creando una community, di cui facciamo parte in prima persona.

Avete annunciato le prossime date: Sfera Ebbasta, Clementino e Bassi Maestro, ci date un indizio sul prossimo ospite in arrivo?

Vincenzo: Mah si pensava a Albano Carrisi o Gigi D’Alessio, vedremo il riscontro appena lanceremo la news ahahah.

Un king del freestyle. STOP.

Ahha esatto, possiamo dire solo che vi stupiremo ancora ;))

Com’è visto il rap italiano a Londra?

Vincenzo: Personalmente e musicalmente ho sempre avuto riscontri positivi anche quando ad esibirmi, in un cameo di rappers, ero l’unico a rappare in italiano con un pubblico inglese e fine performance si complimentavano ed apprezzavano la lingua e lo stile differente dal classico inglese al quale sono abituati.

Rimaniamo sul tema, se chiediamo ad un ragazzo italiano di indicarci un artista inglese vicino alla scena rap in questo momento è probabile che la risposta sia un nome tra Skepta, Stormzy o Plan B…per citarne alcuni. Qualora chiedessimo ad un inglese di indicarci un rapper italiano, secondo voi quali nomi citerebbe?

Vincenzo: Io credo più artisti mainstream come Guè, Luchè o Marra, ma seguono anche un sacco di trap italiana ultimamente.

Veronica: Per entrambe le domande precedenti, sono d’accordo con Vinz. Al momento quelli che vanno più forte sono i nuovi, la trap se la regna e suscita molto interesse. Ma in generale, quando una persona non Italiana si ritrova alle nostre serate, ci rimane sotto per la fotta, il talento, l’energia e l’amore del pubblico, al di là di ogni barriera linguistica si gode lo spettacolo. La parte difficile è portare le nostre serate anche a loro, ci stiamo lavorando pensando a format diversi.

Grazie mille per il tempo dedicatoci e in bocca a lupo per i progetti futuri.

grazie a voi! Big up hiphop.it! xx

Redazione

La redazione è composta da figure che, con passione ed esperienza, nel mondo dell'Hip Hop hanno militato e si sono contraddistinti per le loro qualità umane ed artistiche, valori fondamentali che riconosciamo in tutti gli autori che collaborano con la nostra testata.

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