Joey Badass, “ALL-AMERKKKAN BADASS” Politica e Disuguaglianze 👊 🇺🇸

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Il mese di aprile è stato un periodo che ha riservato tante sorprese. Abbiamo avuto il disco di Fibra, Kendrick Lamar e Joey Badass. Tre album che, a modo loro, hanno saputo dare un messaggio molto forte nella scena rap, di competenza: Joey Badass è un giovane rapper di New York che, già dall’età di 17 anni con il suo primo mixtape “1999”, è riuscito a ritagliarsi un ruolo fondamentale nelle scena hip-hop americana, ma anche nella società. Il suo ultimo album “ALL-AMERKKKAN BADASS” è un disco estremamente politico e rivolto alle disuguaglianze nella società statunitense.  L’attesa per questo nuovo progetto, dalle alte aspettative, ha permesso di formulare più teorie sulla struttura di esso. E Joey non ha deluso.

Ci si aspettava un altro disco completamente rivolto alle minoranze discriminate e dei loro diritti; su Youtube, come anticipazione, pubblica “Land of the Free”. Già dal titolo si può intuire a chi fosse rivolto (Stati Uniti d’America) e la retorica di questa affermazione provocatoria.  Joey si identifica come un giovane musicista che debba dar parola a chi non ne ha. L’America non è quel territorio che tutti descrivono come piena di opportunità, libertà e uguaglianza: il razzismo è ancora una piaga presente in ogni argomento trattato. Gli afro-americani si vedono negati gli stessi diritti che hanno i bianchi; tutte le battaglie dei padri fondatori e dei loro antenati stanno finendo nella spazzatura. Il nero, in America , viene completamente sottomesso all’abuso di potere delle forze dello Stato, come la Polizia. Tanti sono i casi di morte ingiusta di ragazzi e uomini afroamericani disarmati. Nel 2015, sono state più di 250 le morti di afro-americani da parte della Polizia. Una repressione tinta di odio razziale che sta portando alla distruzione di una società. Joey, con i suoi testi sta lanciando un messaggio verso i suoi “fratelli”: svegliarsi, per dire basta a tutte queste ingiustizie sociali che sono costretti a subire. Devono cercare di uscire dalla loro vita povera, ma soprattutto combattere per eliminare queste disparità. Joey usa la piattaforma musicale, come speaker per far rialzare quella fetta di popolazione che soffre di problematiche socio-politiche. Musulmani, latini, neri. La voce del rapper di New York si muove sulla scia lasciata da Barack Obama, il primo presidente nero d’America che ha avuto un grande impatto nel Paese.

Prenderlo d’esempio è una delle fonti d’ispirazione per le sue canzoni. Joey riconosce che la comunità nera ha una visione condivisa e sogno di un futuro migliore, ma invece di riunirsi, intraprendere azioni e forzare il cambiamento, pensa che molte persone nella comunità semplicemente si sedano e si lamentano delle loro condizioni senza fare lo sforzo o l’impegno che ritiene necessario per il cambiamento e per migliorare le proprie condizioni. Egli si carica della responsabilità di “messaggero” per il suo popolo, la sua musica deve essere il cambiamento che si deve manifestare. L’elezione di Donald Trump ha peggiorato, in modo esponenziale, la situazione di brutalità e razzismo; il lavoro di unione del popolo da parte di Obama sta scomparendo piano piano. Non a caso, Joey ha rilasciato “Land of the Free” il giorno dell’inaugurazione dell’elezione di Trump per far risaltare l’effetto mediatico del testo. Il ragazzo, vede l’America come una ragazza che lo rifiuta: “Y U DON’T LOVE ME? (MISS AMERIKKKA)” rispecchia i suoi sentimenti, come in una vera canzone d’amore. Il governo ha creato un ciclo, dove gli afroamericani sono invischiati ed è molto difficile uscirne. La povertà, la mancata istruzione, la presenza della criminalità e delle bande nei ghetti, sono le uniche opzioni a cui possono far fronte. Sono abbandonati a se stessi. Un rapporto, tra Stato e minoranze, incatenato da una soppressione drastica. Le uccisioni che prima avvenivano da parte di gruppi antisemiti come il “Ku Klux Klan”, sotto copertura o segretamente, ora non ci si può chiudere gli occhi davanti all’evidenza. La salita al potere di Trump, un presidente apertamente razzista, è stato il culmine di una società opportunista e falsa. Gli afroamericani rappresentano il 37% della popolazione carceraria americana, che è più del 32% dei bianchi non ispanici e del 22% degli ispanici. Le prospettive di una vita dignitosa, con un lavoro onesto e fuori dalla criminalità, si riducono sempre più con queste situazioni di famiglie sfasciate: figli che crescono senza una guida paterna necessaria e vitale. Cadere nell’errore di arruolarsi in gang di quartiere, finire a fare rapine e omicidi è il destino che di più si addice a questi ragazzi, lasciati allo sbando.

Molti non arrivano ai 25 anni, per colpa di droghe, farmaci o sparatorie. Joey ricorda i grandi “The Notorious Big” e “Tupac” come leggende, in cui la loro musica rimarrà immortale: l’incarnazione della figura epica e che ha rivoluzionato il mondo circostante. Anche lui ha dovuto patire tante sofferenze e una vita tra alti e bassi; il lavoro della madre non era sufficiente per pagare l’affitto di casa e, parecchie volte, si ritrovavano con un avviso di sfratto. “Devasted” riunisce tutti i sacrifici di Jo (suo nome reale) per arrivare in alto. La musica è stata la via d’uscita, da una strada malsana e che avrebbe compromesso tutta la sua esistenza.  A soli 17 anni si è immerso nel rap game con tutte le sue doti e abilità che lo hanno portato ad essere uno degli artisti più apprezzati. Joey chiede una forma più intellettuale di protesta, quella che risolverà le questioni e spinge la gente in avanti. Ora ci sono tanti movimenti in crescita che combattono per la parità dei diritti umani e la diminuzione delle uccisioni; con questo disco, Jo conferma la linea su cui egli spinge molto e porta ad un livello sempre più alto le sue melodie. Sempre molto diretto nei suoi versi sta combattendo per ciò che spetta al suo popolo e chiunque soffra o muoia, per colpe altrui. Accompagnato dalle collaborazioni con Schoollboy Q e J. Cole ha dato vita a due tracce molto importanti per il disco e confermato il potenziale dei nuovi talenti Hip-hop.  He got game.

Alessandro Ranieri

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Redazione

La redazione è composta da figure che, con passione ed esperienza, nel mondo dell'Hip Hop hanno militato e si sono contraddistinti per le loro qualità umane ed artistiche, valori fondamentali che riconosciamo in tutti gli autori che collaborano con la nostra testata.

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