Le Cronache di Giza Pt.3 – Intervista a Bboy Kacyo 👊 🇮🇹

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Giuseppe Di Mauro in arte Bboy Kacyo nasce a Palermo ed inizia il suo percorso con la danza, classica e moderna all’ età di cinque anni. Sempre in questo periodo, fino all’età di vent’anni, Kacyo pratica anche Jujitzu fino al raggiungimento della cintura nera. Si trasferisce con la famiglia a Capaci quando aveva dieci anni continuando il suo percorso nella scuola di danza della madre. Motivato dalla stessa, dall’ età di dieci anni, inizia ad esibirsi in piccoli show di Michael Jackson all’ interno di contesti scolastici. Nei primi anni adolescenziali abbandona la danza per poi riaffacciarsi solo successivamente appena liceale, dove fa la conoscenza di Massimo Dam, un Bboy palermitano e da qui inizia a capire cosa è l’Hip Hop e la Break Dance.Grazie a queste nuove conoscenze viene a scoprire l’esistenza di mc Off, nonchè suo cugino, noto rapper del capoluogo siciliano che lo indirizza e lo educa su tutto quello che sono le quattro arti. Sempre il cugino gli trova il nome d’arte, quale Kacyo perchè lo vedeva piccolino, un tocco di cacio appunto. Questo accadeva nel 1999, qui il suo percorso si interrompe in seguito ad una bocciatura a scuola e quindi costretto a lavorare con i genitori. Durante una giornata di “lasciapassare”  si ritrova catapultato in Jam a Palermo, più precisamente al Made in Rap, dove vede per la prima volta Maurizio Next One. Qui in preda all’euforia, dovuta anche alla lunga pausa forzata, si lancia nei Cypher. Da qui ricomincia a ballare con Salvo Bud e fa la conoscenza dei Savage di Palermo diventando poi, insieme a Salvo, membro effettivo di questa crew.
1 ) La gente ormai sa chi sei in Italia e fuori. Ti conosce non solo per nomina ma anche per le tue Skills tra cui quelle famosissime col cappello. Da dove è nata questa idea di utilizzarlo ?
Questa cosa nasce da un membro della crew savage, Daniele Fluido, che ballava popping e locking. Fluido si allenava sempre con skills con la bombetta e affascinato da questo chiedevo sempre di insegnarmi qualcosa. Quando poi mio nonno venne a mancare, ebbi in regalo da mia nonna il suo cappello, una bombetta appunto, che utilizzava per lavorare nei campi. Io sono molto legato a mio nonno e misi questo cappello per un battle nel 2009, il bboy games. In seguito presi spunto da personaggi noti, come Donald O’ Connor e Jerry Lewis, sviluppando nuove skills anche tramite studi di giocoleria. Non è ancora tutto però. La terza storia appartenuta al “cappello” viene dal mio trascorso a Roma con la crew De Klan. Grazie agli street show, il cappello, mi ha permesso di vivere delle mie passioni e quindi una vita migliore.
2 ) Secondo te avere un movimento non pulito per scelta nell’esecuzione (come ad esempio delle move con gambe non completamente dritte) può essere considerato un errore o parte del proprio stile ?
Io penso che puoi anche fare move con una gambia piegata o chiuse o addirittura che strisciano sul pavimento. Nel breakin tu ricevi vibrazioni dettate dalla musica, ti entrano dentro e poi la musica ti da modo di esprimerti e muoverti. Se quando balli tu crei energia allora stai esprimendo. Essere se stessi sempre fa parte del proprio stile
3 ) Qual è la tua idea di commercializzazione del breakin e come vedi questa cosa ?
Io non vedo distinzione tra mondo commerciale e underground. Per me è un unico mondo. Ti dico solo che se non si fosse “commercializzato”, io non avrei mai conosciuto l’hip hop. Io ora grazie al breakin mi elevo giorno dopo giorno. Sicuramente i media hanno ben altri scopi ma tutto sta nello sfruttare questi scopi per aiutare altre persone.
4 ) Da dove nasce questa idea del B-Student e perchè ?
Il B-Student esiste gia da quattro anni e nasce per dare qualcosa a chi vuole allenarsi, migliorare o semplicemente stare insieme e divertirsi. Una sala con uno specchio dove insegnare per un’ ora o un’ ora e mezza e vedere poi che i tuoi ragazzi non afferravano pienamente i concetti o non li capivano, mi ha fatto venire quest’ idea di affittare una stanza quasi tutti i giorni e far stare i miei allievi per allenarsi più tempo e condividere, integrando il tutto con un ospite mensile che condivide la sua esperienza in sala. Il risultato sui miei allievi dopo appena il primo anno è stata la consapevolezza di quello che facevano. Non era più un allenamento competitivo ma venne fuori il vero principio dell’ Hip Hop. Ad oggi ci si può allenare fino a sei ore al giorno con insegnanti diversi e corsi di studio sia per grandi che per piccoli. Stanno insieme, studiano e sopratutto, anno dopo anno, sento le persone attorno che vogliono crescere. Always a Student !
5 ) Qual è e come si sviluppa il tuo “concetto di breakin” ? 
Il concetto del mio breakin proviene dalle influenze ed ispirazioni di vari bboy, di nuova e vecchia scuola, che ho avuto nel corso degli anni. Grazie a loro ho capito che bisogna studiare le foundation ma poi evolvere tutto ciò che impari, come appunto dice Storm. Conoscere le basi per poi evolverle. Conoscere perfettamente tutto quello che si fa per portarle ad un livello successivo, arrivando anche a prendere vecchie movenze e trasformarle per farne di nuove, spaziare il più possibile. Per anni ho praticato il Jujitzu da cui ho tratto spunto, vedevo un film e se mi piaceva qualcosa in particolare lo inserivo nel mio breakin. Tutto questo per esprimere al meglio il mio concetto.
 
6 ) Insegnando, spesso, ho avuto difficoltà più con alcuni genitori che con i ragazzini stessi. Come secondo te si potrebbe “educare” i genitori a questa cultura da molti di loro sottovalutata ?
Io penso che noi tutti dovremmo educare chiunque a questa cultura che è l’hip hop. Lo stare insieme e divertirsi sta alla base e i genitori devono capire questo. Se poi c’è anche possibilità di una crescita professionale, un genitore deve sempre rimanere con i piedi per terra capendo cosa fare e come farlo sopratutto senza montarsi la testa. Alla base vi è la crescita e lo stare insieme e divertirsi, tutto il resto sono solo “virgole”. Ovviamente non parlo solo di genitori ma anche di insegnanti, allievi, insomma tutti.
7 ) Come vedi questa storia del breakin alle olimpiadi ? Che riscontri potrebbe avere per il futuro e se la vedi una cosa positiva o meno ?
Penso che sia un’opportunità che va sfruttata e, chi si troverà ad affrontarla come prova, sarà fortunato. Avrà la possibilità di avere una preparazione degna ed impegnativa come per tanti altri eventi ovviamente di grande nome solo che sta volta si è su circuito olimpionico ma non è differente da un qualsiasi altro battle per me.
8 ) Integrare il breakin in concept mixstyle. Come la vedi questa cosa di apprendere da più stili per aumentare il repertorio del proprio ? 
Io vengo da un percorso molto vasto quindi vedo una cosa giusta contaminare quanto possibile il proprio stile con altri prendendone skills o anche solo le influenze di movimento. Soffermarsi solo al breakin ti limita quando invece dovresti spaziare con la mente.
9 ) Preferisci essere giudice o sei sempre più propenso alla competizione ?
Non ho una preferenza. Se vengo chiamato in giuria ci vado. Se non sono giudice e l’evento mi interessa allora ci partecipo. E’ come quando ti si chiede preferisci footwork o powermove? Io preferisco fare breakin.
10) La musica nei battle si è evoluta tantissimo. Io personalmente preferisco le selezioni miste tra funk, rap e breaks anzichè di un genere solo. Tu hai particolari preferenze? 
Io da un annetto colleziono musica in vinile e ho iniziato con i 45 giri. Grazie anche ad artisti come Pino Daniele, Tullio de Piscopo e Enzo Avitabile ho scoperto altri musicisti jazz, blues e funk sempre italiani e adesso preferisco questo tipo di sound made in Italy. Quando invece vado ad un battle mi adatto a quello che vuole farmi ballare il Dj. A me va benissimo tutto perchè penso che rifugiarsi dentro a degli schemi, preferendo un genere ad un altro, non ci da molto modo di lasciarci andare e uscire fuori da quello che sono le nostre movenze abituali. Se è suono, se è musica, se è vibrazione io la devo codificare ed inserire nei miei movimenti ed è questo l’importante per me.
Ti ringrazio infinite di aver condiviso queste tue opinioni con noi Kacyo e spero in futuro di risentirci presto per altri confronti. 
Bboy Giza
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Redazione

La redazione è composta da figure che, con passione ed esperienza, nel mondo dell'Hip Hop hanno militato e si sono contraddistinti per le loro qualità umane ed artistiche, valori fondamentali che riconosciamo in tutti gli autori che collaborano con la nostra testata.

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