Le Cronache di Giza Pt.8, Intervista a B-Boy Danilo 👊 🇮🇹

Please follow and like us:

Breve presentazione di come e quando hai iniziato e con chi e perchè. Ciao a tutti, sono Danilo faccio parte dei De Klan e Sardinia Klan.IL primo contatto con il breaking l’ho avuto nel 1996,ero un bambino camminavo preso per mano con mio padre e ci dirigevamo verso la piazza accanto a casa dove si svolgeva una festa. Sul palco vidi delle persone che facevano dei movimenti mai visti prima, al momento rimasi scioccato non sapevo che cosa fosse, mi ricordo ancora quella frase che disse mio padre : «quella è Breakdance ti piace?vuoi farla anche te?» Io risposi subito di si.Poco tempo dopo iniziai con dei miei coetanei. ballavamo dove capitava, Inizialmente provavo a fare dei movimenti senza senso, senza conoscere nessuna dinamica di quello che facevo, inizialmente era solo dolore e lividi. 1 ) Se dovessi descrivere cosa è la break dance ad un bambino cosa gli diresti ? Come ad un adulto: Il breaking è una danza che è nata nelle strade di New York nei primi anni 70 da giovani afroamericani e latinoamericani è una delle 5 discipline del movimento culturale chiamato “Hip Hop”.È composta da 4 elementi: Toprock(movimenti in piedi),Footwork(movimenti con mani e piedi a terra),powermoves(rotazioni con il corpo sul pavimento e.aeree) e Freezes(figure immobili)il tutto eseguito a tempo con la musica.

2 ) Secondo te avere un movimento non pulito per scelta nell’esecuzione (come ad esempio delle move con gambe non completamente dritte) può essere considerato un errore o parte del proprio stile ?  Non credo che esista qualcuno che sceglie di essere sporco, penso piuttosto che certi non riescono per diversi motivi ad essere puliti. Il tuo modo di ballare rispecchia quello che sei, per me la precisione del movimento è primordiale e va di pari con il mio carattere. Essere puliti richiede delle buone basi e tanta pratica quando hai questo puoi scegliere di avere uno stile in qualsiasi cosa tu faccia, l’errore è non avere consapevolezza del movimento o conoscenza delle .

3 ) Qual è la tua idea di commercializzazione del breakin e come vedi questa cosa ? La mia idea è basata sull’equilibrio purtroppo non esiste il bene senza il male, penso che senza la “commercializzazione” molti di noi non avrebbero potuto vivere della propria passione poi sta personalmente ad ognuno di noi nel nostro piccolo a non snaturare quest’arte e a rispettarne I valori.. 4 ) La tua caratteristica più importante è appunto la resistenza. Io stesso ti ho visto continuare a ballare sempre con lo stesso ritmo ed energia anche dopo battle interminabili. Hai dovuto allenarla questa capacità o è innata ? Entrambe le cose. Da quando ho iniziato mi sono sempre allenato allo sfinimento ogni giorno senza pause anche quando stavo male o ero molto stanco mi allenavo. Una cosa che mi ha aiutato ad incrementare la resistenza sono stati gli street show, quest’ultimi mi hanno insegnato a dare il massimo in ogni condizione. Ma non escludo di avere la fortuna di essere nato con una buona resistenza fisica.

5 ) Qual è e come si sviluppa il tuo “concetto di breakin” ? Il breakin è una disciplina artistica e non sportiva : è una danza. Come in tutte le danze si esprime con il corpo interpretando la musica. La completezza è alla base del mio di Breakin’, avere una buona dimestichezza nel toprock, footwork, nelle powermoves e freezes, la pulizia e la precisione dei movimenti, senza dimenticare il carattere e la propria personalità, provo sempre a mixare questi elementi quando ballo. Negli ultimi anni mi sono concentrato a lavorare di più sulla musicalità e l’originalità. 6 ) Una volta mi dicesti che segui una dieta prettamente vegetariana. Hai notato differenze di qualche tipo? Diciamo che ho provato a seguirla ma non ci sono riuscito. Non sono mai stato un grosso divoratore di carne, impazzisco solo per gli Hamburger. Devo ammettere che alcune volte dopo aver mangiato la carne mi sono sentito più pesante ballando perchè il nostro corpo ha bisogno di più tempo per digerirla ma la stessa cosa vale anche per la pasta, di conseguenza ho trovato tanti alimenti che la sostituiscono. Per il resto seguo generalmente un dieta a base di verdura e frutta e almeno un ora prima degli allenamenti evito di mangiare.

7 ) Insegnando, spesso, ho avuto difficoltà più con alcuni genitori che con i ragazzini stessi. Come secondo te si potrebbero “educare” i genitori a questa cultura da molti di loro sottovalutata ? Penso che i genitori come il figlio debbano conoscere quello che I figli fanno o andranno a fare. Quindi sta al “maestro” istruire prima di tutto il genitore, raccontando la storia della nostra arte e far capire quanto sia positiva se utilizzata nel modo corretto. Il principio di un corso si dev’essere insegnare a ballare breaking ma anche imparare a stare con gli altri condividere dei momenti essere disciplinati divertirsi e rispettarsi reciprocamente. 8 ) Come vedi questa storia del breakin alle olimpiadi ? Che riscontri potrebbe avere per il futuro e se la vedi una cosa positiva o meno ? Ogni cosa ha un lato positivo e uno negativo. Il breaking è un arte che si è sempre ispirata a tante discipline sportive e non, come tante già presenti alle olimpiadi. Guadagnando popolarità si è evoluto, impregnandosi delle diverse realtà con cui è entrato a contatto, è un processo inevitabile. L ‘importante è non scordarsi mai le origini, il breaking è nato in strada. Questa realtà è ancora valevole. Nei paesi dove la disciplina emerge possiamo quasi osservare le stesse circostanze che l’hanno visto nascere a New-York negli anni 70. Al di fuori di certi circuiti come le competizioni l’importante è come ognuno se la vive, ed è li che sopravvivono le origini. Le Olimpiadi sono un ottima opportunità che permetterà sicuramente a tanti di avvicinarsi a quest’arte ancora sconosciuta. Quello che conta di più è il peso che avranno I bboy coinvolti nell’evento ma soprattutto che loro come I partecipanti abbiano coscienza di cosa vogliono rappresentare.

9 ) Tu sei un bboy che gira molto. Quali differenze hai trovato tra l’estero e l’Italia ? Come si dice tutto il mondo è paese, ma io continuo a preferire la nostra piccola scena italiana. Ogni scena ha I suoi pro e contro alla fine dipende sempre da cosa ti aspetti da essa e cosa stai cercando! Nella nostra scena manca il supporto da parte di enti statali e privati I quali danno un aiuto finanziario per organizzare eventi, forniscono degli spazi gratuiti dove poter allenarsi ecc.Ma trovo sinceramente la nostra scena più vera, genuina e unita in confronto alle realtà estere. 10) Crew. Questa è una parola che ormai va via via perdendosi perchè le vere crew, almeno in italia, sono davvero poche. Secondo te perchè ? Io non credo e ogni giorno nuove crew nascono. Se vogliamo parlare della crew come era intesa alla nascità del breaking non esistono più. Prima le crew erano gang formate da persone della stessa zona che difendevano il loro territorio dagli estranei cosa che non trova più senso ai giorni nostri, appunto ci fu un trattato di pace per fermare queste guerre territoriali che portavano violenza nelle strade. Al giorno di oggi una crew sono delle persone che si uniscono maggiormente con la volontà di unire la loro vita alla loro passione che è il breaking. Il passaggio all’interno della crew è essenziale allo sviluppo individuale e viceversa e permette di mettere in pratica quotidianamente I valori dell’hip hop. Ogni crew conosce il suo momento di gloria in cui tutti membri si concentrano su essa, ma niente è eterno giustamente. Per me una crew è prima di tutto formata da persone sui cui posso contare e che condividono la stessa visione e ambizioni. Ma richiede di sorpassare il proprio ego per andare a confrontarsi con gli altri e non e semplice come in tutte le relazioni umane. Grazie Danilo per aver condiviso i tuoi pensieri con noi di HipHop.it e spero di avere un confronto con te prossimamente. 

Please follow and like us:
Redazione

La redazione è composta da figure che, con passione ed esperienza, nel mondo dell’Hip Hop hanno militato e si sono contraddistinti per le loro qualità umane ed artistiche, valori fondamentali che riconosciamo in tutti gli autori che collaborano con la nostra testata.

No Comments Yet

Leave a Reply

Your email address will not be published.

Seguici su:
Visit Us On TwitterVisit Us On FacebookVisit Us On Instagram