Metro Boomin, Numeri da Predestinato 👊 🇺🇸

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Quando si analizza un ambito o un genere, in questo caso il Rap, è molto stimolante ed interessante soffermarsi sul “background” delle varie produzioni. In Italia, il fenomeno della Trap è completamente esploso e presente sulla bocca di tutti, destando maggior attenzione a chi ha messo le basi per quelle canzoni in testa alle classifiche. Non si può negare di essere rimasti piacevolmente sorpresi da questi ragazzi dalle grandi abilità e ambizioni: Charlie Charles e Sick Luke sono i Producer più popolari sulla scena, in quanto seguono artisti dal grande impatto mediatico in grado di, grazie ai loro Beat orecchiabili e ipnotici, far risaltare maggiormente l’attività dei loro soci; la loro ascesa nel panorama Mainstream ha aperto un ciclo di lunga durata dove sempre più ragazzi si cimentano non come protagonisti, bensì essendo i fautori di questi successi. Basi dall’atmosfera cupa e a tratti psichedelica, in relazione al rapper cui si deve adattare il suono.

Tanti altri non si discostano dalle proprie radici periferiche difficili e fanno emergere queste realtà in modo quasi filmico, narrando la propria vita attraverso tematiche come il razzismo, la famiglia lontana, viaggi della speranza. Il nome attribuito a questo nuovo universo, ovvero “Trap”, nasce in America e ha un significato specifico.Nasce a inizio anni ’90, attingendo dalle sonorità prettamente Southern Rap, caratterizzato in modo coinvolgente e incantevole ma convergendo verso argomenti legati allo spaccio di droga; molti riferimenti, ci portano a pensare anche alle “Trap House” ovvero villette di edilizia popolare, tipiche dell’urbanistica di Atlanta, dove avviene il consumo e vendita di sostanze stupefacenti. Si distinguono dal Rap di tutti i giorni per l’uso di bassi molto potenti e dell’ “Auto-Tune”, un modificatore di voce per regolare l’intonazione e lo stile. Quando lo si inizia ad ascoltare, si entra in una vera e propria trappola mentale. Si ripete ossessivamente nella nostra testa perché ci troviamo davanti ad un qualcosa di mai visto che riesce ad avere un impatto magnetico, specialmente sugli adolescenti.

Quasi la stragrande maggioranza degli artisti immersi in questo immaginario arriva da una precedente “mansione” di spacciatore, anche perché è la loro base per produrre canzoni. Pionieri come Gucci Mane, Travis Scott, Young Yeezy e Future, hanno portato alla ribalta questo genere. Ciò che fanno è lo specchio della loro esistenza e delle circostanze in cui si trovano spessi avvinghiati. Il potere della moneta, uscire dal ghetto per prendersi la scena. La Trap è il grande desiderio a cui molto aspirano. Soldi, droga e sesso. Alcuni, però, cavalcano l’onda di questo fenomeno, ma in maniera “costruttiva”; risaltare le difficoltà dei quartieri problematici e gli ostacoli davanti ai loro obiettivi, nessuno vuole rimanerci ed è pronto a far di tutto pur di cambiare vita. Anche qui, i Producer hanno grande rilevanza. Negli ultimi tempi, si è fatto strada un ragazzo originario di Altanta che ha attirato l’attenzione di tutti gli artisti del genere succitato. Leland Tyler Wayne, detto “Metro Boomin, non conosce limiti. La sua personalità si immerge completamente nelle produzioni, non lasciando spazio a pensieri schematici.

Nel 2016, Metro e 21 Savage, un altro rapper emergente della scena, hanno confezionato un disco particolare, cioè “Savage Mode”. Sono 9 tracce con il solo featuring di Future in cui lasciano libero spazio alla creatività dei due ragazzi; per apprezzarlo al meglio si dovrebbe ascoltarlo tutto d’un fiato e concentrarsi sulle sonorità: si respirano atmosfere dark e vicine all’anima interna di ogni ascoltatore. E’ il perfetto mix tra la voce quasi di secondo piano di Savage e la fantasia di Boomin; ci lasciano viaggiare con la mente per crearci il nostro immaginario con la narrazione di due autori d’eccezione. Degne di attenzione sono le collaborazioni con rapper del calibro di Kanye West, Drake, Migos, Future e Gucci Mane. La grande versatilità di suoni e la capacità di adattamento con ogni artista, lo ha portato al vertice dei produttori con la P maiuscola; Wayne si nasconde dietro al grande successo “Mask Off” di Future nel suo ultimo album.

Preservare i proprio standard e unirli alle richieste di ogni cantante permette di trovarsi in perfetta sintonia sul piano musicale: la ritmica del ragazzo potrebbe essere tranquillamente una colonna sonora di un film thriller o drammatico. Crea quella suspence e una base su cui lavorare, ma senza stravolgimenti. E’ già perfetto nel suo stile. Basta ascoltare i suoi ultimi lavori e rendersi conto della crescita esponenziale del prodigio del Missouri. Il ghetto si rivede nelle sue produzioni e una voce dal tono aggressivo crea il perfetto connubio in maniera inossidabile. Il Mixtape “Drop to Wop” di Gucci Mane e Metro, ci riporta tra le strade del Georgia e segna la definitiva consacrazione del ragazzo.  E’ entrato di prepotenza nella lista dei desideri dei maggiori esponenti del rap game, come una trappola da cui è impossibile liberarsi. Lavori da vero veterano e predestinato che spianano il sentiero verso un futuro luminoso.

Alessandro Ranieri

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Redazione

La redazione è composta da figure che, con passione ed esperienza, nel mondo dell'Hip Hop hanno militato e si sono contraddistinti per le loro qualità umane ed artistiche, valori fondamentali che riconosciamo in tutti gli autori che collaborano con la nostra testata.

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