Rkomi, Debutto Ufficiale da “Io in Terra”

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“Io “Io in Terra” non è una metafora voluta per personificare la venuta del Signore tra i comuni mortali. Rkomi non ha questa intenzione. E’ il grido di un ragazzo che ha finalmente trovato la posizione nel suo Universo. Il futuro del rap italiano è affidato, soprattutto, sulle sue spalle per la sua vicinanza allo stile più classico e per la sua attitudine “conscious” nei testi; nel 2016, con il suo EP “Daisen Sollen” aveva messo le basi per il suo primo e importante album d’esordio. La vita nel quartiere difficile è uno dei temi più presenti nel panorama hip-hop e Mirko lo mette in evidenzia. Però, non è la smania del gangstar ad emergere, piuttosto, è un pretesto per rimettere sulla strada giusta la propria quotidianità.

Quattordici brani dove dimostra grandi potenzialità nella fluidità del flow, non discostandosi in maniera netta dallo stile iniziale. Specialmente negli ultimi tempi, la vita privata di un’artista sta oltrepassando l’immaginario artistico che dovrebbe interessarci; la differenza tra lui e gli altri suoi colleghi sta anche in ciò, ha capito come isolarsi dalle distrazioni esterne e parlare attraverso la sua musica. Rispetto a Sfera Ebbasta, per esempio, non ha lo stesso impatto mediatico su un brano in uscita, ma gode di tanto rispetto e seguito quanto basta per ritagliarsi una fetta importante nella scena presente e per il futuro.

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L’intro del disco parte subito riprendendo il nome omonimo del disco in modo deciso: è un monologo, in cui ci avverte che da ora fa sul serio ed è pronto a dare un taglio unico alla sua personalità musicale, senza che nessuno possa copiarlo. Ci sono citazioni verso Falco, Ciccio, Ghali, Tedua, Sfera, l’entrata in Roccia Music e i suoi compagni ai domiciliari. Insomma, è un sunto delle cerchia di amicizie più vicine a lui, di chi lo sta accompagnando in questo nuovo viaggio tutto da scoprire. Tassello fondamentale è la succitata entrata nell’etichetta di Marracash, che ha deciso di investire su un potenziale talento, aiutandolo nella formazione della vita artistica. Fabri Fibra, in una recente intervista, si dimostrò molto felice dei nuovi ragazzi che tentano nel rap, perché allarga sempre più l’onda d’urto del genere. Mirko, nonostante la giovane età, sta tirando fuori un carattere autonomo non da tutti. Non è per i social che ha successo. Nei suoi lavori, la periferia è uno stato sociale in cui tutti si buttano in diverse strade; riesce a portare tutti questi racconti di strada nelle sue strofe, perché ne è parte integrante, ma sempre con l’occhio verso un futuro tranquillo. Quando inizia a cantare in “Apnea”, si percepisce un grido di liberazione. Una malinconia struggente che non ci fa provare commozione, ma ci fa capire come abbia scelto un nuovo criterio per la sua vita. La linea è sempre stata chiara, con una sola parola: rivincita.

In “Daisen Sollen” si presentava al pubblico e qui prosegue il suo percorso, eseguendo un’evoluzione a livello di sound che diventa un mix di trap, per la maggiore, e una musicalità coinvolgente, più ricercata. Importante il connubio con un veterano come Noyz Narcos in “Verme”, in cui si mischiano due stili simili ma con pesi specifici differenti. Il flow ben consolidato del rapper romano è una garanzia e la sua influenza su Rkomi si sente. Questa è una traccia dal sapore molto street, avventurosa. Un flashback che ci porta nelle rispettive vite dei due artisti, sulle strade di Milano e Roma. Due città dalle tante facce, dall’estrema ricchezza all’estrema povertà, ma anche tante possibilità. Mirko ha più volte ribadito la sua complementarietà con la città meneghina, il suo habitat naturale e “Milano Bachata” ne è la dimostrazione. Marracash è il mentore che lo sta allevando sotto la sua ala. Una traccia che distingue due generazioni opposte: la prima parte, quella di Rkomi, in cui si racconta il disagio adolescenziale, teste disorientate. La seconda strofa del rapper di Barona riflette il periodo adulto, di crescita, di problemi più seri. Il classe ’94 ha riversato completamente tutta la sua voglia di portarci all’interno della sua mente, in modo sereno, a volte ironico. Ricorda in più occasioni come la penna sia il suo unico mezzo di comunicazione verso l’esterno ed il successo è momentaneo se non coltivato con il lavoro duro. “Io in Terra” è un album di introspezione, di sperimentazione, che come prima opera di debutto, ci sta.

 

Alessandro Ranieri

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Redazione

La redazione è composta da figure che, con passione ed esperienza, nel mondo dell'Hip Hop hanno militato e si sono contraddistinti per le loro qualità umane ed artistiche, valori fondamentali che riconosciamo in tutti gli autori che collaborano con la nostra testata.

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