WordS of ITaly (l’attuale col nostro senso) 👊 🇮🇹

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Ci lanciamo in una nuova sfida, forse mi lancio in un baratro, oso fare ciò che molti di noi fanno sul profilo facebook personale più o meno tutti i giorni, ma utilizzo il sito per coinvolgere meglio: prendo 4 argomenti di attualità e commento d’istinto (va bene, ma poi rileggo e correggo perché mica mi piace darmi in pasto agli sciacalli). Prometto ai lettori che utilizzerò un tono distaccato e disteso, che cercherò di essere pragmatico il più possibile, ma soprattutto che mi sforzerò al 100% di rappresentare il modo di pensare, di mettere un filtro agli accadimenti quotidiani, che siano il più possibile in linea con la filosofia Hip Hop.

Le caratteristiche dunque sono queste:

  • non si parla di hip hop, magari di musica ma non per forza di rap o turntablism (anche perché di attualità cosa trovo?… al massimo gossip)
  • le opinioni saranno sempre piuttosto brevi (anche se la sintesi non in rima non è il mio forte)
  • i temi saranno i più mainstream possibile, per farvi riconoscere nel come vi siete posti di fronte alla notizia in maniera più capillare
  • me ne fregherò se andrò contro qualcuno o qualcosa perché il più delle volte mi capiterà di dissacrare mostri sacri, ma sarò più che attento a non offendere nessuno.

Si Parte.

  1.  IL CONCERTO DI VASCO

Il primo di Luglio come tutti sapete si è svolto il concertone evento del Blasco dalle parti del suo paese natale (Zocca) al Modena Park. Sui social ci si divide tra chi lo osanna, chi ostenta distacco e chi manifesta fastidio (perlopiù). In linea di massima quando c’è un’attenzione mediatica esagerata rispetto a qualsiasi argomento a me nasce lo scazzo spontaneo, ossia una sorta di rigetto che mi fa percepire ridondante la faccenda, perché mi sento invaso nella mia consuetudine casalinga, tramite TG e organi di stampa online e poi, credo sempre poco nelle cifre ostentate e nei record (che poi si rivelano quasi sempre fasulli). In genere chi ascolta Vasco o lo ha ascoltato da ragazzino (per i nati negli anni ’70 come me) non segue assiduamente l’hip hop, ma mi è capitato di scambiare opinioni con b-boy storici che invece hanno confermato che l’eccezione conferma la regola. Su come e cosa canta Vasco non mi dilungo, rimango dell’opinione che l’industria discografica italiana sia un circo ben strano che produce fenomeni che traslati in altre realtà (ma sti discorsi lasciano il tempo che trovano come decidere se sia stato più forte Maradona, Baggio o Pelè) non avrebbero il seguito che hanno tra le mura del nostro feudo. Vasco io lo vedo come un poeta maledetto, autore geniale, comunicatore eccezionale… ma anche se non conosco la realtà Rock italiana scommetto ad occhi chiusi che in quanto a pura capacità lirica ci sono 7 o 8 ragazzi di 20 anni che gli danno la paga. Conclusione, un fiume di gente è stata in quel posto, lasciando oggetti smarriti (qualcuno sostiene siano notizie fake) dei più disparati (compresi Sex Toys) e facendo a momenti deviare il corso dei fiumi, tette al vento, migliaia di immagini online, Vincenzo Mollica che spara il polpettone su rai 1 e tutti amici di Vasco… d’altro canto il volpone inneggia il popolo con il tormentone “fammi godere” e come si dice dalle mie parti, lascia che godano (ma il significato recondito è: CHI SE NE FREGA).

2. LA SCOMPARSA DI PAOLO VILLAGGIO

Anche in questo caso sono costretto a specificare per i nati dopo gli anni 80 alcuni punti saldi che do per scontato in quanto  vecchio cittadino di questa terra. Punto primo, Paolo Villaggio era un genio vero che scriveva libri ancora prima di recitare e ha “creato” di suo pugno il personaggio (oserei ormai innalzarlo a maschera nazionale) del Ragionier Ugo Fantozzi
Paragonarlo ad un attore contemporaneo è offensivo oltre che impossibile, anche fondendo i 5 migliori comici degli ultimi 10 anni sarebbe riduttivo, dovremmo scomodare Totò per rendere omaggio alla memoria. Quello che ha reso celebre e unico il personaggio sono le didascalie, a mio avviso: le voci fuori campo (sempre sue) che spiegavano gli eventi, il modo di elencare cifre, paragonare per assurdo, richiamare anche termini tecnici e scientifici per dare una misura delle disgrazie che capitavano al povero ragioniere… ma recitate sempre in terza persona, mi tocca fare un esempio e sappiate che sono in imbarazzo perché conosco a memoria almeno 7 scene “sacre” della saga di Fantozzi:

al trentottesimo coglionazzo e 49 a 2 di punteggio, Fantozzi incontrò di nuovo lo sguardo di sua moglie….”

Riscatto sociale, morale, la prevaricazione del padrone l’umiliazione quotidiana che la società italiana degli anni 70 viveva nelle veste di un popolo dimesso e rassegnato (ragazzi vi riconoscete un po’ anche voi?).
Evito di dilungarmi perché potrei parlare per giorni di Villaggio, punto secondo ed ultimo, i migliori film che ha recitato Paolo V. sono altri, non lo hanno detto i media, ma la ricerca personale è molto più redditizia, vi invito a guardare almeno questi (ci si sganascia comunque dalle risate):

  1. La Voce della Luna
  2. Io speriamo che me la cavo
  3. Sogni mostruosamente proibiti
  4. Fracchia la Belva Umana
  5. Il signor Robinson, mostruosa storia d’amore e d’avventure (video)
  6. Cari fottutissimi amici
  7. Il segreto del bosco vecchio

In mezzo a questo elenco vi ho messo un paio di link per guardare questi B movies, che tra l’altro contengono delle colonne sonore strabilianti. Ho inevitabilmente svelato il mio amore per questo artista scomparso pochi giorni fa, che incontrai in un ristorante di Rimini quando ero bambino (mangiava come nei film), Oltre alla filmografia straordinaria ha avuto il merito, con la sua scomparsa, di far smettere di parlare del concerto di Vasco. Lo suggerisco anche come punchline per sfide in free style. Riassumendo il suo vissuto tra tragedia e comicità, voglio sottolineare la rara capacità dimostrata costantemente di saper far riflettere e intristirsi, facendo ridere fino al mal di pancia al contempo.

 

3. FENOMENO MIGRAZIONE

Argomento delicato, forse troppo, ma che ritorna costantemente di attualità, anzi… lo è dall’inizio della civiltà, solo che a porre l’accento sulle motivazioni che spingono persone a spostarsi dal loro luogo di origine, sono spesso le persone sbagliate, ancora peggio quelle che strumentalizzano la situazione per trarne vantaggio politico facendo leva sulla paura del cambiamento e verso l’accettazione della diversità culturale che purtroppo risiede in una buona percentuale degli esseri umani. Questo argomento è molto Hip Hop, anzi si può dire serenamente che la nostra cultura sia nata come contrapposizione alla mala gestione della convivenza di varie etnie differenti in un agglomerato urbano, la necessità di trovare un equilibrio in questi tipi di situazioni.
In particolare mi ha colpito, anche se non stupito, l’atteggiamento di alcune nazioni (anzi è corretto dire di alcuni governi europei dato che in tanti non sono d’accordo con la scelta all’interno dei singoli stati) di fronte all’aumento degli sbarchi e relativi spostamenti successivi di diverse centinaia di profughi dal nord Africa verso il vecchio continente. Austria e Spagna hanno deciso di chiudere le frontiere, coagulare la ferita, come fosse una colonia di formiche che dal giardino cerca di entrare in casa. Anche la Francia non collabora con il resto dei coinquilini del mediterraneo e ostenta chiusura nei confronti dell’argomento (le ragioni legate al fenomeno terrorismo interno mi sembra uno specchietto per le allodole). Che venga fatto per questione di “sicurezza” o di protezione del territorio, la sostanza è sempre la stessa: cercano di restare indifferenti ed in questo, una volta tanto, ci distinguiamo in positivo dal resto dell’europa perché almeno ci prodighiamo a tirarli fuori dal pericolo del mare e a dare loro una sistemazione temporanea.
Ho poco da dire sulla questione, credo che a parte le barriere morfologiche dei territori ed i metodi per scavalcarle, ho sempre trovato assurdo sovrautilizzare le convenzioni di confine e spartizione dei territori, mi spiego meglio: credo che gli esseri umani abbiano il diritto di spostarsi liberamente per il pianeta, che le motivazioni che ci sono dietro ai movimenti migratori siano sempre molto serie e che periodicamente ogni popolo nell’arco dei 5-6 millenni di storia che fanno studiare a scuola, ha la necessità di spostarsi e anche quelli che ostentano la loro stanzialità sono stati formati da migranti o sono migrati in un passato più o meno recente; non ho altro da aggiungere…. anzi, solo una cosa: ho avuto la fortuna di partecipare come spettatore ad un incontro in cui l’astronauta italiana Samantha Cristoforetti ha detto che, visto dallo spazio, il mediterraneo sembra una pozzanghera ed il pensiero che migliaia di anime ogni anno rischino la vita per attraversarlo le ha dato molto da pensare.

5. IL CAVALLO CHE NON CORRE

Il 2 di Luglio di tutti gli anni a partire dal secolo … (vabbè da un fottio di secoli dai) … 17 cavalli montati da altrettanti fantini, ma anche solo cavalli se arrivano al termine della corsa ignudi o “scossi”, si contendono due volte all’anno il palio, un trofeo che se non si è senesi si fatica parecchio a sentirne l’importanza, ma comunque affascina tutti gli italiani (inteso come distribuzione di curiosità in tutto il territorio).
Ora, lasciando perdere il rispettabilissimo punto di vista degli animalisti (che effettivamente a quelle povere bestie cosa ne viene?… da essere trattate come strumento per una competizione oserei dire folle… ma tradizionalmente ineccepibile) mi ha lasciato un segno quello che è successo in questa edizione.

Il cavallo della Tortuca Tornasol, si è semplicemente rifiutato di correre, sono piuttosto rammaricato di non aver assistito all’evento, che pare si sia protratto fino ad oltre il tramonto.
Ora se non lo sapete il palio, oltre alla competizione che sono veramente una manciata di minuti in cui i cavalli fanno un paio di giri della piazza, racchiude una complessa normativa e regolamentazione i cui meandri si intrecciano in secoli di casistiche e precedenti. I senesi vivono per queste due giornate dell’estate di ogni anno per assistere e tifare per la propria contrada e per il resto dell’anno ne parlano come fosse la nazionale di calcio alla finale dei mondiali. L’idea che questa povera bestia, allevata, addestrata, venduta e comprata per fare solo quei due giri, abbia avuto l’inconsapevole fermezza di restare per l’appunto fermo, mi ha dato una sorta di entusiasmo rivelatore. Tornasol ci insegna, dal “basso” della sua intelligenza equina, che per fare la differenza, a volte basta stare fermi. Tante volte si sono viste partenze posticipate di ore perché il comune denominatore dei momenti che precedono la gara è il nervosismo dei fantini, dei cavalli e della piazza intera. Questa volta un nobile animale ha rubato a tutti la scena rifiutandosi di fare il suo sporco lavoro, fino a che qualche giurista, che magari nella vita fa il magistrato o male che vada l’avvocato, ha stabilito che a termini di regolamento l’animale che si rifiuta di correre può essere messo fuori dalla competizione e lo show può continuare senza di lui.

Tanto di cappello Tornasol, ci hai insegnato molto, hai rifiutato una eventuale gloria (sicuramente non richiesta) per affermare la tua indipendenza.

 

Chiudo il pezzo, spero di essere stato abbastanza corretto ed onesto, non ho fatto molto per nascondere le mie opinioni, ma la spontaneità va sempre difesa, se dovessi racchiudere in una parola il riassunto della puntata userei REsistenza, che contiene la parole Re ed Esistenza, decidete voi chi sia il Re di quale disciplina e se volete commentare qui sotto ne sarei grato, più semplice nella nostra pagina FACEBOOK.

Pace e Fierezza!

 

 

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Stefano Word Serio

Rimini IT

Old School MC e testimone della golden age. L'istinto della scrittura per passione della cruda realtà

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