Yazee ci presenta “You get no love” 👊 🇮🇹

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Da pochissimo fuori con il suo primo album da solista “You get no love”, oggi abbiamo il piacere di scambiare due chiacchiere con Yazee, producer milanese classe ’84.

Ciao Andrea e benvenuto su HipHop.it; hai concepito questo album in due anni, ti reputi soddisfatto del lavoro fatto?

Sì, sono abbastanza soddisfatto: sono riuscito nel mio intento, volevo dargli completezza, fare un disco che suonasse black a 360°, anche se sono già proiettato su altri progetti e alcune di queste tracce ormai mi suonano già vecchie. Noi artisti siamo in continua evoluzione: come nella vita si cambia e si imparano cose nuove. Insomma, non vedo l’ora di crearne altre e di dimostrare a me stesso che so fare ancora meglio.

“Figurative soul”, hai coniato tu stesso questo termine per definire il genere del tuo album, spiega meglio ai nostri lettori cosa intendi.

Figurative soul perché il mio intento era di far immaginare un mondo personale all’ascoltatore… sai, il soul secondo me ha questo enorme potenziale emozionale, perché ha un approccio molto spirituale a livello armonico, è come se l’ascoltatore riuscisse a interpretare le varie sfumature caratteriali di chi lo suona, per questo amo questo genere, avvicina i tuoi simili.

14 tracce nella versione in cd e 16 per quella digitale, c’è una track alla quale sei più affezionato o senti più tua?

Le amo tutte, ma forse Good Times è quella che mi stancherà meno: quella traccia rappresenta un periodo molto intenso della mia vita, stavo vivendo un momento estremamente felice mentre la componevo ma quando la ultimai passai invece un periodo duro e impegnativo, un susseguirsi di problemi di vita, e lei mi ha aiutato tanto a superarli. Riascoltarla mi ha dato sollievo, mi ha aiutato tanto a risollevarmi e a portare avanti il mio progetto.

Questo prodotto esce per B.M. Records, come è nata questa collaborazione?

È nato tutto molto spontaneamente, come se dovesse succedere: poco tempo fa mi sentii con Blackson, un rapper di Verona di straordinario talento, ovviamente per accordarmi su come venisse creata la produzione mi diede il contatto di Mastafive, io in quel periodo avevo appena ultimato il disco ed è come se si fossero incrociati gli astri, lo invitai in studio per farglielo sentire e… alla quarta traccia, interrompendomi, mi disse “Fermo fermo! Basta”, e io “Scusa, bro, ma ne mancano ancora dodici, non le vuoi sentire?”, e lui “No, no, non c’è bisogno, ho già capito tutto! Ci risentiamo domani e ti faccio la proposta contrattuale”. Accettai subito, perché ha colto la mia arte non il mio prodotto.

Nel 2000 ti sei tuffato nella composizione musicale, c’è un artista che ti ha influenzato particolarmente?

Sicuramente Dr. Dre ha influito molto, un punto di riferimento fisso in quegli anni, poi scoprii J Dilla e mi si aprì un mondo interiore, iniziai a fondere le due scuole portandomi appresso il bagaglio armonico che Michael Jackson mi avevo installato nell’anima, un vero e proprio imprinting.

Hai collaborato con vari esponenti della scena rap italiana, con chi ti piacerebbe collaborare in futuro?

Sicuramente con Johnny Marsiglia: ho una grande stima per lui e il suo socio Joe, sento che abbiamo un sacco di cose in comune noi tre, come dicevo prima i simili si percepiscono.

Magari è presto per questa domanda ma ci proviamo: bolle già qualcosa di nuovo in pentola per il futuro?

Sì, come accennavo all’inizio ho dei progetti in corso, ma non vorrei svelarli per scaramanzia. Comunque sono già a lavoro con i miei compagni di avventura, Giulia Jean, JSN, Zin Ak Bes, Erica Gal, le persone che mi hanno accompagnato in questo viaggio hanno già le valige pronte, siamo pronti a partire di nuovo.

Ti ringraziamo per il tempo dedicatoci e ti auguriamo un grosso in bocca a lupo per i progetti futuri.

Grazie a voi.

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Lorenzo Bruno

Sogna, ragazzo sogna

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